

10 scarpe uomo dalle passerelle di Milano e Parigi
Le passerelle dedicate alla moda maschile non cercano mai gli effetti speciali, ma puntano sulla concretezza, su capi e accessori destinati a durare. Anche se il quiet luxury è un termine ormai abusato e non più nuovo nella definizione delle tendenze, continua tuttavia a sottolineare la distanza dagli eccessi e l’evoluzione di questo concept può essere quella di una “eleganza vissuta” e meno performativa: abiti pensati per essere usati e stratificati, non solo esibiti.
Se in generale le silhouette dell’abbigliamento si sono ammorbidite, senza indugiare troppo all’extralarge – addirittura Prada e Dior hanno alternato capi slim – e la contaminazione fra formale e streetwear è ormai consolidata, la ricerca di identità e concretezza ha fatto da fil rouge a molte collezioni presentate a Milano e Parigi durante le recenti fashion week uomo dedicate all’autunno-inverno 2026/27. Una costante anche la palette cromatica che presenta un ampio spettro di toni profondi e terrosi (marrone intenso, grigio fumo, blu notte) con improvvisi accensioni di verde e celeste.
Sul fronte degli accessori, le calzature hanno confermato la voglia di un classico potenziato da dettagli contemporanei. La contaminazione con lo sport (soprattutto con la montagna che spinge addirittura Dsquared2 a presentare la versione degli scarponi da sci per la città) è ormai un fatto acquisito, complice sicuramente le imminenti Olimpiadi invernali, ma il risultato finale strizza l’occhio al formale.
L’uomo abbandona spesso le sneaker per indossare stringate e loafer dalla suole spesse e dalle punte arrotondate, mocassini in pellami duttili, pedule da trekking ma in pelle o suede che ammorbidiscono ogni rigidità, doposci in versione formale, boot con riferimenti workwear, oppure modelli della tradizione come la double monk e la derby resi più robusti dalla suola spessa.











