101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

10 calzature (senza colpi di scena) dalle sfilate di Milano

Le passerelle di Milano sono più concentrate sul prodotto anziché su coup de théâtre, un ruolo che di solito spetta a Parigi. Le griffe hanno portato in passerella un certo rigore sartoriale sottolineato anche dal ritorno del nero (Dolce&Gabbana era total black), che non diventa però sinonimo di minimalismo poiché interpretato con effetti materici (pizzo, pelle, giochi di trasparenze) che regalano tridimensionalità agli abiti. Layering (Prada docet), pelle e faux fur hanno fatto da fil rouge a molte collezioni che alternano silhouette slim (Gucci in pole position) a vestibilità più comode, ma non eccessivamente oversize.

Sul fronte delle calzature, è evidente l’abbandono di silhouette chunky che hanno lasciato alle spalle zeppe e plateau esagerati a favore di forme allungate. I tacchi ci sono, e allora devono essere alti e sottili: uno su tutti, Gucci che ha messo il tacco stiletto alla décolleté e allo stivale, caratterizzati dall’iconico morsetto; Dolce&Gabbana, Blumarine e Ferrari abbinano il tacco alto a punte affilate. Oppure ci sono tacchi a zeppa come da Ferragamo e Diesel, leggermente sagomati, ma “gentili”. Non dimentichiamo però il tacco kitten che Prada applica alle sue décolleté super decorate da portare con calzette al polpaccio, un altro trend, quello del gambaletto, presente in tante collezioni, da Fendi a Marni, da Etro a Onitsuka Tiger.

Un dettaglio, retaggio della scorsa stagione invernale, è ancora la presenza di pelo e pelliccia: da Bottega Veneta, Fendi e Moschino, fra ciuffi e profili in montone, è un trionfo di modelli cocoon.

La tendenza corsetto è ormai sdoganata anche per le calzature: stringature da Prada per lo stivale al ginocchio e per la pump, da Marni compaiono sulle slingback a tacco basso, da Antonio Marras l’intreccio sale fino al cuissard, da Roberto Cavalli si ferma al ginocchio nello stivale, da Diesel l’allacciatura è in bella mostra sulla scarpa accollata e a punta sfilata.

Lo stivale non manca soprattutto in tre versioni: da quello second skin che avvolge la gamba, al modello sloushy che si ammorbidisce sul polpaccio, al cuissard rigido e largo (Philipp Plein e Gucci ) oppure stringato e sopra i ginocchio da Antonio Marras.

E veniamo al décor: i fiocchi fanno da fil rouge ad alcune collezioni, grandi da Genny e Vivetta su décolleté e stivali, più discreti da Rambaldi. E poi ci sono le decorazioni di perle e perline da Prada, le increspature dei materiali, fra cui velluto e suede, che rendono le superfici tridimensionali, i dettagli metallici o l’hardware argento. Quanto ai colori del prossimo inverno, spicca il bordeaux/vinaccia, valida alternativa al total black.

Ecco 10 modelli (e dettagli) da ricordare per l’a/i 26/27:

Stringatura corsetto per lo stivale di Prada @launchmetrics.com
Lo stivale morbido di Gucci con tacco alto, punta affilata e morsetto @launchmetrics.com
Il cuissard con il gambale ampio di Philipp Plein courtesy Philipp Plein
La T-bar di Fendi con dettaglio in pelliccia @launchmetrics.com
Il sabot di Ferragamo con suola a conchiglia, una tecnica usata dalla Maison negli anni’50 courtesy Ferragamo
Il tacco zeppa per la stringata bicolore di Diesel @launchmetrics.com
Il sandalo con asimmetrie di Moschino @launchmetrics.com
Il motivo a fiocco sullo stivale di Vivetta @launchmetrics.com
Il mocassino destrutturato di Bottega Veneta @launchmetrics.com
La versione sportiva con tacco della Mary Jane di Onisuka Tiger courtesy Onitsuka Tiger