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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Ambizione vegana e stile retrò conquistano il mercato delle calzature grazie a un brand spagnolo

Sul terreno della sostenibilità è sceso in campo anche il marchio spagnolo Saye (ex Wado), nato anche grazie agli introiti raccolti su Kickstarter, piattaforma di finanziamento per progetti creativi che ne ha sostenuto l’iniziativa. 
Obiettivo del brand, il cui nome nasce dalla contrazione dell’espressione saying yes, è farsi promotore di un nuovo approccio al mondo delle sneaker, che adotti come filosofia (e pratica) la tutela del lavoratore e l’utilizzo di materiali ecologici. 

Saye approda per la prima volta sul mercato nel 2019, mettendosi alla prova per la stagione autunno-inverno con il neonato negozio online, dopo una ventina di proficui mesi trascorsi sulla piattaforma Indiegogo, un sito statunitense di crowdfunding. Il prodotto di lancio si chiama Modelo ’89, è disegnato a Barcellona e realizzato in Portogallo. Si ispira alla moda anni Ottanta, con linee pulite, suola bassa e quella riga, o tratteggio, in colore a contrasto, che ormai in tanti conoscono e apprezzano. 
Con materiali organici e riciclati, provenienti soprattutto da fornitori portoghesi, l’azienda spagnola crea i principali componenti  delle sue sneakers: il cotone per i lacci e la fodera interna ha la denominazione GOTS (Global Organic Textile Standard), la pelle per la tomaia è certificata dal Leather Working Group, la gomma per la suola è al 30% naturale e la schiuma di poliuretano per la soletta è recuperata da scarti dell’industria europea dell’automotive. Infine, trucioli di legno riciclato sono utilizzati per il rinforzo del tallone e della punta. Ma questo è solo il primo passo: la direzione è crescere ancora, arrivando a realizzare la totalità della calzatura con materiali green. 

 

Intanto, però, Saye si muove verso un mondo più green anche scegliendo di contribuire alla riforestazione di diverse aree del mondo, grazie alla piantumazione di due alberi per ogni paio di sneaker venduto. 
A 2024 inoltrato, il marchio può vantare già diversi best-seller, dall’iconica M89 in differenti versioni all’eclettica M70 Dart. Scarpa, questa, che con il suo ventaglio cromatico – cobalto-miele, verde-arancio e via così – sembra un vero e proprio omaggio ai colori del pianeta Terra. Emblematico anche il modello Cactus, bianco, con tratteggio verde basilico e realizzato con un materiale ricavato dal cactus e dal mais e un materiale scamosciato ottenuto per il 50% da poliammide e per il restante 50% da poliuretano. 
Confermano la bontà del progetto anche i numeri registrati in termini di impatto ambientale: -30% di emissioni di Co2 rispetto alla normale attività di un’industria manifatturiera e -35% per l’energia fossile consumata. Del resto, in Saye si punta in alto: nientemeno che alla “the most vegan sneaker”, proprio come recita il loro payoff.

 

Non perdere il prossimo articolo su Rematrix per dare una seconda vita ai prodotti moda (calzature comprese)!