101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

Artigianalità e tecnologia, due anime che dialogano in modo armonico 

Nell’era della digitalizzazione, dell’automazione spinta e della robotica, è ancora l’intervento umano a fare la differenza anche nelle produzioni industriali. Infatti, la sfida non è sostituire la mano dell’uomo con la macchina, ma usare la tecnologia per amplificare l’eccellenza artigianale. Due anime che convivono nella produzione di alcuni brand, dove il tocco manuale – che si manifesta nelle sapienti lavorazioni di intrecci, nelle colorazioni a mano delle tomaie, nella realizzazione meticolosa di fiori, ruches, increspature – è ancora il valore aggiunto che fa la differenza. Quindi anche una scarpa industriale può essere infusa di savoir-faire che regala al prodotto un’anima e una identità. Ecco alcuni brand che nelle collezioni per l’autunno-inverno 26/27 uniscono knowhow, tecnica, estetica e manualità.

Christopher: luxury comfort

Frutto della collaborazione fra un team di design internazionale e i maestri artigiani italiani, il brand del Gruppo Sahakar, con un flagship a Milano, fa proprio il concetto di luxury comfort. Intrecci manuali su stivali e sandali, pietre, nodi in pelle e motivi a filigrana in pelle che ricordano quelli della gioielleria per dare valore aggiunto alle décolleté, e un esplosivo mix di colori come viola, arancio e limi nella stessa calzatura, sono i segni distintivi della collezione invernale. 

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Santoni: essenza artigianale 

I segni distintivi del brand tornano nella collezione ai 26/27: la “velatura”, tecnica di colorazione a mano dove il colore viene applicato strato dopo strato per una finitura intensa e cangiante, e la doppia fibbia riletta in chiave femminile sulla décolleté. I motivi iconici trovano nuova espressione nel cuissard in suede rovesciato con i cinturini e le fibbie metalliche posteriori e nei modelli più invernali come la pedula da montagna e lo stivaletto animalier. 

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Le Silla: la forza dei dettagli

Delicati listini intrecciati, decorazioni floreali, increspature, allacciature corsetto, pieghe artigianali e drappeggi, reti, cristalli e inserti laminati per giochi di luci e ombre: sono i dettagli che ridisegnano le silhouette di décolleté e slingback dai tacchi vertiginosi, di sandali con plateau 40mm, di stivali al ginocchio o alla caviglia, rigidi o slouchy. E a sottolineare la sensualità dei modelli, una palette profonda dei viola, verbena, verde, grigio, ottanio e rosso. 

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forte_forte: tradizione e design contemporaneo

Un brand di abbigliamento, ma che dedica ampio spazio alle calzature, tutte ad alto tasso di artigianalità. Un esempio su tutti, lo stivaletto intrecciato “my penelope” dove la tomaia è realizzata con un intreccio a mano di nastri di nappa, che creano un effetto see-through. La collezione comprende anche mocassini flat, stivali con risvolto a contrasto, stivaletti dalla chiusura a corsetto o con lacci in tessuto, sandali con fasce incrociate in suede o in velluto, ciabatte e stringate in pelo, mary-jane in vernice.

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Fratelli Rossetti: l’arte dell’intarsio

E’ il segno distintivo del mocassino Brera Check: il motivo a scacco non è stampato, ma nasce da un meticoloso intarsio manuale di due pellami in colori contrastanti, unendo bianco e nero in una geometria perfetta. Anche nella versione Curly la tradizionale lavorazione ad intreccio infilato viene sovrapposta a una base in tessuto in modo che la rete di pelle lascia intravedere la morbidezza sottostante, creando un forte contrasto materico e un gioco di pieni e vuoti. 

Giovedì prossimo troverete altri brand con le collezioni dell’AI 26/27.