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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Biomateriali, la prossima frontiera della filiera calzaturiera

Nel comparto moda, secondo uno studio del Boston Consulting Group e Fashion for Good, i materiali rappresentano circa il 30% del costo del venduto e oltre il 90% delle emissioni complessive legate a estrazione, lavorazione e produzione. Una sproporzione che colloca la transizione verso materiali di nuova generazione – di origine biologica o ottenuti con biotecnologie avanzate – tra le priorità strategiche dell’agenda ambientale della filiera fashion e footwear.

Le stime delineano una traiettoria: entro il 2030 i biomateriali potrebbero coprire l’8% del mercato globale delle fibre, pari a circa 13 milioni di tonnellate, rispetto all’1% attuale. Una crescita di otto volte in pochi anni che riposiziona la ricerca bio-based al centro delle scelte di approvvigionamento di brand e produttori.

L’Italia si sta muovendo come laboratorio avanzato di sperimentazione. In Campania, il laboratorio Biologic ha sviluppato ScobySkin, un bio-film tridimensionale ottenuto da microrganismi batterici a partire da scarti di frutta locali – mele, kiwi, arance e uva – già impiegato nei costumi e nei gioielli del Teatro San Carlo di Napoli. I materiali ispirati alla pelle coltivati in laboratorio consentono riduzioni fino all’87% delle emissioni di carbonio, l’eliminazione del metano e un drastico contenimento del consumo di acqua e suolo. Pur ricordando la naturale sostenibilità della pelle, sottoprodotto della filiera alimentare.

Applicazioni che dalla moda si estendono al footwear, all’arredamento e all’automotive, confermando il ruolo del Paese come polo di innovazione sostenibile.

Resta il nodo industriale. A “Materials+ Hong Kong”, durante il NextGen Fashion Material TechTalk co-organizzato da The Mills Fabrica, ISA Next-Gen Materials, HKRITA e Material ConneXion, ricercatori, startup e leader del comparto hanno messo a fuoco il medesimo interrogativo: come trasformare materiali promettenti in filiere commerciali sostenibili per moda, calzature e pelletteria. La distanza tra scoperta scientifica e scala industriale resta il vero terreno di prova.

L’adozione su larga scala dei biomateriali potrebbe ridurre i costi del venduto fino al 4% nei prossimi cinque anni, rendendo le filiere più resilienti e competitive. Per il distretto calzaturiero italiano, già strutturato su know-how artigianale e integrazione di filiera, la prospettiva dipenderà dalla capacità di tradurre l’innovazione di laboratorio in soluzioni industriali replicabili lungo tutta la catena produttiva.

Giovedì prossimo approfondiremo 4s ETHIC, riguardo le Linee Guida 1.0 per un sistema armonizzato di monitoraggio della filiera.