101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Breve compendio sulla sostenibilità

Di sostenibilità si è parlato e si sta parlando da lungo tempo e praticamente in tutte le occasioni di dibattito nelle quali si affronti il tema dell’andamento del settore calzaturiero. Ne parleremo qui da una prospettiva differente con l’intento di offrire spunti di riflessione aggiuntivi.

Partendo dalla constatazione che la tutela dell’ambiente non sembra più essere percepita come una priorità inderogabile, quanto meno al livello dei decisori politici di molti paesi occidentali e non solo. I tempi della COP 21 di Parigi nella quale tutti i paesi più importanti presero atto del problema del cambiamento climatico e firmarono impegni solenni per il contenimento dell’incremento della temperatura media del pianeta sembrano appartenere ad un’altra epoca e forse anche riferirsi ad un altro pianeta. Quegli impegni sono stati rivisti al ribasso, il cambiamento climatico è stato, in alcuni paesi, negato con ordini esecutivi e gli attivisti un tempo rispettati ed ascoltati oggi sono messi sotto accusa. Insomma, un fallimento quasi completo di queste politiche, in parte dovuto anche al modo con il quale esse sono state comunicate alla gente comune. È la fine di queste iniziative ed il nostro pianeta è condannato?

Forse no, perché quello che i decisori mondiali sembrano non volere più è invece recepito dalle imprese, e tra esse quelle calzaturiere; le strategia di tutela dell’ambiente e di sostenibilità adottate a suo tempo dalle aziende, e sempre con maggiore convinzione nel momento in cui il pubblico dei consumatori ha iniziato ad apprezzarle e a farne un motivo di scelta nei prodotti che acquista, non sono state cancellate o dimenticate; viceversa i brand e i produttori proseguono con la stessa determinazione adottando approcci alla sostenibilità sempre più completi che partono dalla concezione del prodotto pensato in ottica di circolarità “by design” e con l’adozione di materiali a basso impatto ambientale. Proseguono con processi di fabbricazione puliti, con supply chain brevi ed ottimizzate e tracciate digitalmente e terminano con strategie di recupero e riciclo. Insomma, aziende che vanno oltre i proclami della politica e che sono più consapevoli del ruolo che devono giocare non solo nell’arena del mercato ma anche nella società in cui operano.

Perché sostenibilità non è solo rispetto e tutela dell’ambiente ma anche attenzione per il contesto sociale nel quale le imprese sono inserite, per la difesa ed il rispetto dei lavoratori e per le ricadute positive, tangibili ed intangibili, che l’impresa stessa, attore del territorio, ha verso tutti gli stakeholder ai quali si rivolge. A completare gli elementi del bilancio di sostenibilità che un gran numero di aziende saranno tenute a redigere a breve, entrano infine anche gli elementi di trasparenza e correttezza nella sua governance che deve ispirarsi a criteri etici e non solo a quelli legati alla massimizzazione del profitto. Questo ci fa capire che sostenibilità non è solo green washing ma adesione convinta ad un modello di produzione e consumo al quale non c’è in realtà alternativa.