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Il made in Italy che fa cultura

 

Con il cuore e la produzione in Italia

Formazione e digitalizzazione sono sicuramente due fra le sfide più importanti per le aziende calzaturiere. Lo sa bene Frau, calzaturificio fondato nel 1952 a Torino da Renzo D’Arcano e poi trasferitosi nel 1966  in Veneto a San Giovanni Ilarione in provincia di Verona. E lì oggi l’azienda occupa 170 persone di cui il 70% donne, ribadendo da quasi 60 anni il forte legame con il territorio e l volontà di continuare a produrre in Italia. Filippo Pisani D’Arcano, nipote del fondatore e responsabile commerciale, rappresenta la terza generazione, oggi alle prese con cruciali cambiamenti congiunturali e strutturali che sta affrontando il settore. “Aver raccolto il testimone dal nonno è una grande responsabilità;  – spiega –  siamo un’azienda grande e la valorizzazione del personale  è sempre stato un elemento fondante. La nostra è anche una storia di coerenza imprenditoriale, di legame con il territorio perchè in oltre 60 anni non è mai stata delocalizzata la produzione. In questo momento storico, in Italia, i calzaturifici con marchio proprio e di questa dimensione non sono più molti. La sfida è coniugare la tradizione con l’innovazione e cercare nuovi metodi e canali per veicolare la nostra storia a un numero sempre maggiore di consumatori”. 

E sulla digitalizzazione dice: “E’ una priorità ed è imprescindibile per essere competitivi in un contesto odierno così complesso. A livello produttivo abbiamo investito sull’automazione di alcuni processi come il montaggio, introducendo dei robot che svolgono certe funzioni in manovia. Per le calzature di qualità però l’aspetto umano è ancora fondamentale.  Basti pensare all’esperienza necessaria per tagliare i pellami, alla manualità che serve per assemblare i vari pezzi della tomaia. Quanto alla digitalizzazione, nell’e-commerce siamo soddisfatti per la continua crescita, grazie agli investimenti fatti, in quanto abbiamo un sito multilingue e multivaluta e un customer service dedicato tramite whatsup che ci permette di avere una clientela attiva da oltre 40 paesi. Nell’ottica della multicanalità abbiamo sviluppato una funzione di store locator geolocalizzato per articolo in cui ogni utente, selezionando sul sito il prodotto di proprio interesse, avrà indicazioni del rivenditore più vicino dove trovarlo”.

Filippo Pisani D’Arcano è consapevole dell’importanza di attrarre i giovani in azienda per trasmettere il knowhow alle generazioni future. “Si avverte una disparità fra la domanda di figure professionali da parte delle aziende e l’offerta effettiva del mercato – conferma – Noi siamo sempre alla ricerca di giovani da inserire nei processi produttivi perché la calzatura è un prodotto complesso, frutto di esperienza sul campo. Quindi la formazione è importante, soprattutto se il knowhow è trasmesso da coloro che hanno grande esperienza. Per attrarre i giovani cerchiamo di trasmettere la passione nel creare una calzatura made in Italy con percorsi formativi nella varie fasi di lavorazione, puntando molto anche sul senso di appartenenza all’azienda per farli sentire parte di una squadra e di un progetto comune”. 

L’azienda ha rafforzato il segmento donna che rappresenta il 60% del fatturato, focalizzandosi su prodotti destagionalizzati ad elevato contenuto emozionale per rispondere anche ad esigenze climatiche. I modelli cardine intorno ai quali ruota la collezione per l’autunno/inverno 24/25 sono i mocassini per l’uomo e le ballerine e i mocassini per la donna. Il mercato principale di riferimento è quello italiano, ma il brand Frau è ben distribuito in Belgio, Austria, Turchia, Spagna e Grecia. “Sta ripartendo anche il mercato russo – conclude il manager – e abbiamo iniziato rapporti con importanti player della Germania. La sfida principale è aumentare la quota dell’export”. 

Ascolta dalla voce di Filippo Pisani d’Arcano gli argomenti salienti dell’intervista. 

Il prossimo appuntamento è dedicato alla Giornata della Terra