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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Conoscere meglio il consumatore per vendere meglio. Anche l’AI può aiutare

Il seminario dal titolo “Buyer e prospettive di mercato”, organizzato a MICAM X, ha posto l’accento sulle problematiche del retail. Prima di dare la parola ai buyer, Matteo Scarparo di Assocalzaturifici ha fatto la radiografia del settore calzaturiero italiano. 

L’Italia rappresenta un terzo della produzione europea di calzature, seguita da Spagna, Portogallo, Germania, ma si colloca al tredicesimo posto a livello mondiale con 149 milioni di paia, ben dopo la Cina con 12 miliardi di paia, l’India, il Vietnam, l’Indonesia e il Brasile, al quinto posto, paesi questi con una produzione mass-market. Per quanto riguarda l’export, l’Italia si colloca al secondo posto per valore per quanto riguarda le scarpe con tomaia in pelle, ma all’ottavo posto in volume. I primi 5 mesi del 2023 sono stati positivi per l’export (nei paesi EU +14% in valore ma -4,5% inquantità, mentre verso i paesi extra EU + 7% in valore e – 10,9% in paia) . All’interno della UE il principale mercato di sbocco è la Germania, nell’America del nord gli Stati Uniti che hanno beneficiato del boom post pandemia, ma che ora sono in contrazione in volume, pur rimanendo il terzo mercato di sbocco dell’Italia. Nel medio Oriente, gli Emirati sono cresciuti del 37% in valore e del 4,7% in paia e la Turchia addirittura del 87,2% in valore e dell’82,3% in paia, frutto per lo più della triangolazione verso altri mercati fra cui Russia e Asia centrale. Anche Cina, Hong Kong e Corea hanno brillato fra i mercati di destinazione. L’area CIS è cresciuta nei primi 5 mesi del 2023 del 43,7% in valore e del 32,3% in quantità, ma proveniva da mesi precedenti disastrosi e ci aspetta che questa area cresca nei prossimi 5/6 mesi. 

Come Si sta muovendo il mercato in Australia e quali sono le calzature che stanno performando meglio? La parola a Chris Sheppard dei negozi Peter Sheppard “Quello che abbiamo visto dall’inizio di quest’anno a oggi sono tensioni sui tassi di cambio che hanno avuto un impatto sul potere d’acquisto. – ha detto – Noi monitoriamo quotidianamente questo andamento, ma più che altro ascoltiamo i nostri consumatori e lo staff. Stiamo notando che la fascia premium sta performando bene e questo per noi è insolito in quanto i consumatori stanno cercando più qualità e quindi sono disposti a spendere. Le sneaker nei nostri negozi sono ancora una categoria importante come i sandali e le scarpe col tacco. Ma il business maggiore riguarda le calzature eleganti e dopo la pandemia c’è stata una ripresa dei matrimoni e quindi delle scarpe da cerimonia”. 

Chris Sheppard a MICAM X
 

Marco Sperati di Federmoda ha evidenziato la forte contrazione del mercato italiano e ha sottolineato che i nuovi consumatori cercano la qualità e premiano la sostenibilità e la tracciabilità dei prodotti per capire la loro provenienza e la composizione. Più cultura, quindi, da parte del consumatore per un prodotto di qualità corretto e il made in Italy è quello che dà più valore aggiunto alla calzatura. “Dobbiamo essere però sempre più vicini ai consumatori – ha specificato -e la tecnologia gioca un ruolo fondamentale: evitare le giacenze ricorrendo all’intelligenza artificiale e aggiornandole secondo i desiderata della clientela, pilotando quindi il prodotto ed evitando di sbagliare le collezioni. Quindi le nuove tecnologie aiutano i negozi a vendere perchè ci avvicinano al consumatore”.

Marco Sperati a MICAM X
 

Dall’Italia alla Germania, dove Bruno Zumnorde, del gruppo omonimo, ha sottolineato il problema dell’inflazione e delle mutate abitudini d’acquisto “I tedeschi sono molto sensibili al prezzo – precisa – e noi facciamo fatica a trovare una scelta ampia di scarpe italiane di prezzo medio, cioè sotto i 200 euro, che rappresentano le nostre vendite maggiori. Certo, le troviamo nella fascia sopra i 200 euro, ma non è lì che facciamo i numeri. Di solito vendiamo dal 60 all’80% di scarpe italiane, 20% spagnole e 10% dal Portogallo. Abbiamo notato che se la supply chian è corta è anche più resiliente ed è più facile avere le scarpe in stagione e questo è un vantaggio. E poi c’è il cambiamento dei modelli di business in particolare l’e-commerce che è cresciuto molto durante la pandemia, ma in Germania ha un grosso problema poichè il tasso di reso si aggira intorno al 55%, quindi è difficile guadagnare con l’e-commerce. Dobbiamo perciò pensare a come risolvere questo problema che coinvolge sempre di più le nuove generazioni”.

Bruno Zumnorde a MICAM X
 

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