


Corrado Maretto: il primo passo concreto verso la sostenibilità con VCS
La prima certificazione VCS Step 2 è andata a Corrado Maretto, azienda veneta specializzata nella produzione calzaturiera per conto terzi. Un riconoscimento che sancisce un percorso di cambiamento interno profondo e consapevole, iniziato quasi per curiosità e approdato a una vera trasformazione organizzativa.
Abbiamo intervistato l’azienda per farci raccontare cosa significa affrontare – e completare – un percorso come quello proposto da VCS – Verified and Certified Steps.
Una spinta nata dal confronto
“Tutto è partito grazie al Politecnico Calzaturiero, che ci ha messo in contatto con i responsabili del progetto VCS di Spin360. Da quel momento abbiamo percepito che il percorso poteva realmente aiutarci a capire meglio i nostri sistemi interni”, raccontano dall’azienda.
Un incontro che ha acceso una riflessione profonda: “Attraverso il percorso VCS, abbiamo preso piena consapevolezza delle tematiche ESG e del loro impatto sulla nostra quotidianità aziendale, ma anche nelle relazioni con clienti e fornitori”.
Dal “pensavamo di essere pronti” al “abbiamo davvero capito”
L’azienda ha intrapreso il percorso VCS con l’intento di verificare il proprio allineamento alle politiche generali sulla sostenibilità: “Pensavamo di essere già a buon punto. In realtà, il percorso si è rivelato molto più impegnativo del previsto. Ma è stato proprio questo a motivarci: ha dato stimolo e profondità alla nostra crescita interna”.
Non c’è stato un confronto dettagliato con altri strumenti sul mercato. “Ci ha convinto la presentazione dei referenti VCS, fatta a dicembre 2023 direttamente in azienda. Ci è sembrata una proposta concreta, utile e compatibile con la nostra realtà. E abbiamo avuto conferma di questo lungo il percorso”.
Tutta l’azienda coinvolta!
Il VCS ha richiesto un coinvolgimento trasversale: “Abbiamo lavorato su più fronti: tradotto contratti in lingua araba e bengalese per garantire i diritti umani dei lavoratori, implementato procedure per standardizzare le assunzioni, migliorato la gestione documentale. Tutte le aree aziendali hanno partecipato e collaborato”.
Il risultato? Una maggiore coesione e una organizzazione più chiara e codificata, anche nei processi consolidati.
Le criticità? Anche lo strumento si può migliorare
Corrado Maretto non nasconde le difficoltà: “Il software non è stato sempre semplice da usare. Sarebbe utile migliorare la navigazione e la struttura delle sezioni per una lettura più lineare. A volte le domande non erano chiare, ma il supporto del consulente è stato decisivo”.
Una testimonianza che mostra come il VCS sia un processo vivo, che si evolve anche grazie ai feedback delle aziende che lo applicano.
Risultati e prospettive future
I benefici interni sono stati immediati: “L’organizzazione è migliorata sensibilmente. Da terzisti, i vantaggi reputazionali e commerciali sono ancora difficili da misurare, ma sul piano gestionale i progressi sono evidenti”.
Sul fronte della filiera, l’anno è stato di transizione: “Il 2024 è stato complesso: con l’ingresso di una nuova proprietà, abbiamo dovuto rivedere e rallentare alcuni progetti, compresa l’integrazione dei fornitori nella logica VCS. Ma stiamo già ripartendo”.
Infatti, l’azienda ha anche avviato un secondo percorso: “Abbiamo aderito alla piattaforma ZDHC. Questo, unito al VCS, sarà un motore potente per coinvolgere anche i fornitori nei prossimi passi di sostenibilità”.
La storia di Corrado Maretto è la prova concreta che il VCS non è una semplice certificazione, ma un percorso che migliora le aziende dall’interno. Un’esperienza che parte dall’analisi e si traduce in cultura, metodo e nuove prospettive per affrontare il futuro della moda con responsabilità e consapevolezza.
Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)
