


Cover per sneaker. Così la calzatura si rinnova nel look e dura più a lungo
Il principio è quello delle cover per smartphone: cambiarne tante per personalizzare il proprio cellulare. Quindi perché non creare delle cover per le sneaker, intercambiabili e in tanti colori? Ma allo stesso tempo cool e da matchare con gli outfit, protettive e anche green, perché prodotte con materiali di riciclo. Ci hanno pensato nel 2022 tre giovani che hanno creato il progetto Unflock, al quale oggi ci lavorano Gabriele Centonze, CEO, Gabriele D’Urbano, CFO, Davide Donadeo, CPO, Chiara Tartaro, Social Media Manager e Osho Aguilar, Fashion Designer.
La scelta stessa del nome della startup, rivela gli intenti degli ideatori: Unflock unisce i termini sbloccare (unlock) e gregge (flock), nel senso di uscire dal gregge per sbloccare il proprio stile e quindi uscire dall’omologazione.
Quale è stata la scintilla che ha fatto nascere l’idea? “Tutto parte dal fast fashion – spiegano i giovani imprenditori a MICAM, dove erano presenti nell’area dedicata alle startup, realizzata grazie alla collaborazione con ITA e Maeci – un problema che assilla la moda. E’ difficile definire quante paia di sneaker si consumano all’anno nel mondo, ma conosciamo le emissioni che immettono nell’atmosfera e che contribuiscono all’inquinamento. Si parla di circa 136 kg per ogni paio di sneaker e uno dei fattori principali di inquinamento è lo smaltimento delle suole”.
Quindi, prendendo ispirazione dalla cover degli smatphone, hanno pensato a suole intercambiabili da “agganciare” alla scarpa senza uso di colle o adesivi, semplicemente come avviene per interferenza con le cover dei cellulari. I vantaggi? “Sicuramente la sostenibilità perché la cover è in materiali biodegradabili; – precisano – una versione di queste suole è realizzata in materiali che provengono dal riciclo delle suole stesse delle sneaker, diminuendo quindi l’impatto ambientale che ci sarebbe invece nella fase di smaltimento. Inoltre, la cover ha la funzione di proteggere la suola della scarpa riducendone l’usura e, molto importante, di personalizzare la calzatura poiché é disponibile in tanti colori; una soluzione quindi per ovviare al problema dell’omologazione, così diffuso fra i giovani”. Come sono stati risolti i problemi tecnici? “A distanza di quasi due anni dal lancio del progetto- precisano – siamo riusciti a risolvere i problemi legati alla torsione nella camminata”.
La prossima volta vi parleremo della startup Supermateria che si occupa di produzione additiva e nuove tecnologie.




