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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Words&More-

Il valore delle parole

 

Cradle to Cradle

Il concetto di “Cradle to Cradle” (dalla culla alla culla) è un modello produttivo in cui ogni materiale è concepito per essere riutilizzabile in un ciclo continuo, senza generare rifiuti. Nel settore calzaturiero, ciò significa progettare e produrre scarpe i cui materiali possano essere completamente riciclati o riutilizzati senza perdere qualità, imitando i cicli naturali dove i “rifiuti” di un sistema diventano nutrimento per un altro. 

Michael Braungart è un chimico tedesco e uno dei principali teorici e promotori del concetto “Cradle to Cradle” (dalla culla alla culla). È coautore, insieme a William McDonough, del libro “Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things”, che ha influenzato fortemente il movimento dell’economia circolare e del design sostenibile. 

Questo approccio si contrappone al modello tradizionale lineare “Cradle to Grave” (dalla culla alla tomba), che termina con lo smaltimento e la generazione di rifiuti. 

L’obiettivo del modello “Cradle to Cradle” è un sistema produttivo perfettamente circolare, in cui i materiali tecnici rientrano in nuovi cicli produttivi (upcycling) e i materiali biologici si reintegrano nella biosfera senza impatti negativi.

Poiché abbiamo citato l’upcycle facciamo chiarezza. L’upcycle si differenzia dal recycle principalmente per il modo in cui trasforma materiali e oggetti di scarto:

Recycling (riciclo)Upcycling (riutilizzo creativo)

Implica la raccolta, smistamento e trasformazione dei rifiuti in nuove materie prime o prodotti.​

Riduce il flusso dei rifiuti migliorando creativamente la qualità e la funzione dell’oggetto originale

Prevede il trattamento dei materiali (es. triturazione, fusione) che spesso ne riduce la qualità rispetto all’originale (si parla anche di downcycling).​

Si tratta di un processo creativo e innovativo che valorizza gli scarti, trasformandoli direttamente in oggetti di maggior valore o utilità senza distruggere il materiale originale.​
L’obiettivo è recuperare la materia prima ed evitare la produzione di nuovi materiali, ma dopo vari cicli di riciclo la qualità tende a deteriorarsi.​Mantiene o addirittura migliora la qualità, attribuendo un nuovo significato, design o funzione all’oggetto di partenza.​

I materiali più comuni recuperati dalle scarpe per l’upcycling includono:

Suole

  • Gomma ed EVA (Etil-vinil-acetato), triturati per essere riutilizzati in nuove suole, pavimentazioni anti-urto o altri articoli sportivi.​
  • TPU e altre plastiche possono essere rigenerate in componenti rigidi o flessibili.​

Tomaie e tessuti

  • Pelle: viene rigenerata in fogli compatti per accessori, inserti o nuove tomaie attraverso processi certificati e spesso senza collanti.​
  • Tessuti (cotone, poliestere, viscosa, lana): riciclati meccanicamente o chimicamente e rifilati come nuovi filati per la produzione di scarpe o accessori.​

Imbottiture e solette

  • Schiuma di lattice e poliuretano riciclato: recuperati e ricompattati per imbottiture interne, solette estraibili e plantari.​

Parti metalliche e plastiche

  • Occhielli, ganci e inserti metallici possono essere fusi e riutilizzati.​
  • Lacci sintetici o poliestere, spesso rigenerati e intrecciati per nuovi usi, anche nel design di gioielli o accessori.​

Materiali innovativi

  • Scarti organici come bucce di mela, semi d’uva o fibre vegetali sono impiegati da diversi brand per ottenere componenti di design sostenibile.​
  • Reti da pesca e bottiglie di plastica riciclate sono trasformate in filati tecnici per tomaie sportive.​