101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

 

Dai palchi dei teatri al tempo libero, le ballerine hanno conquistato celebrità e gente comune. E sono ancora amatissime

Sono state le calzature utilizzate dalle ballerine di danza classica a ispirare il modello che, per primo, porta questo nome. Facendo un salto indietro nel tempo, alle loro origini, dobbiamo arrivare agli anni Trenta, quando il calzolaio russo Jacob Bloch cominciò a produrre nella sua bottega di Londra alcuni modelli di scarpe da danza migliorate.

Quasi vent’anni più tardi, precisamente nel 1947, l’italiana Rose Repetto, fondatrice dell’omonima azienda, spinta dalle esigenze di suo figlio, il noto danzatore e coreografo Roland Petit, ne produsse una versione ulteriormente evoluta. 
Per arrivare alla loro massiva diffusione, anche fuori dai teatri e dalle scuole di danza, bisogna aspettare solo tre anni: già negli anni Cinquanta, infatti, diventano le calzature predilette di dive – del calibro di Brigitte Bardot e Audrey Hepburn – e gente comune, che ne apprezzano la comodità e la femminilità. Nel 1954 Salvatore Ferragamo creò il suo primo modello di scarpe “da balletto” ispirandosi all’amore per la danza della Hepburn e, solo due anni più tardi, Rose Repetto, su richiesta della stessa Bardot, progetta la Cendrillon, un modello di ballerina che l’attrice utilizza sia sul set di E Dio creò la donna sia nella sua vita privata.

Da qual momento, le ballerine, ormai slegate dalla danza, sono diventate un accessorio presente nell’armadio di donne provenienti da ogni latitudine, perché riescono a essere eleganti e pratiche allo stesso tempo. Grazie alla loro versatilità, sono apprezzate sia con i jeans, i pantaloni e le gonne, ma anche sotto gli abiti più eleganti, soprattutto se decorate o in materiali preziosi.

L’amore delle donne per le ballerine non accenna a diminuire, come confermato anche sulla Buyer’s Guide da Livetrend, società che collabora con MICAM e analizza le tendenze social e del mercato utilizzando le nuove tecnologie per aiutare i brand a creare collezioni bestseller e ridurre gli invenduti per ottimizzare business e impatto ecologico.

Nella primavera estate 2024, infatti, nella sua versione babbuccia morbida, la ballerina ha avuto una crescita del 159% durante le sfilate, come certificato da Livetrend, ed è stata classificata nella categoria “Test”, ovvero trend forte con alte prospettive di crescita, bassa visibilità e maggior rischio. La sua versione a punta, invece, ha registrato un + 127% su Instagram. 

Per quanto riguarda, invece, l’autunno inverno 2024, tra i must-have delle scarpe basse la ballerina arricciata segna un +99% di crescita e la ballerina minimalista un + 5% rispetto alla stagione invernale precedente. Riguardo, invece, i “must have” con i tacchi, a dominare è proprio la ballerina con un piccolo tacco, che segna un +70% nelle ricerche online.

Per la primavera estate 2025, ad andare per la maggiore saranno le ballerine con laccetto frontale (+40% nelle ricerche online). 

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