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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

 

Design, un viaggio tra creatività e strategia

Quando si parla di creatività la prima cosa a cui si pensa è alla genialità, al genio creativo a cui viene un’illuminazione. Ma come si fa a combinare il design creativo con le esigenze di un design industriale, quindi che possa portare alla realizzazione di un prodotto in serie e al suo inserimento nel mercato?

Partendo da questa domanda, si è affrontato l’argomento durante uno dei talks di Micam Next. Paolo Ferrarini, giornalista, docente e curatore di Parola Progetto, ha affermato che: “Il design parte sempre da una domanda, la cui risposta è il risultato della progettazione. Quindi, affinché il design sia compiuto, vero e solido, deve partire da un’esigenza concreta”. Non può basarsi solo sull’estro creativo perché significherebbe trovarsi con dei risultati finali, magari bellissimi, ma poco utili o poco funzionali”.

Perciò, ci si è chiesti, qual è la differenza tra l’ispirazione, che si cerca per esempio passeggiando tra le vie cittadine guardando le vetrine, e la ricerca vera e propria? Ferrarini ha risposto che: “La ricerca è qualcosa di costante, un’attività pensata strategicamente per arrivare a porsi le giuste domande e per cercare di ottenere le migliori risposte possibili”.

Le domande di partenza del design possono essere varie, per esempio: come rendere qualcosa più comodo o più economico? Oppure, come raggiungere un certo tipo di mercato? Dunque, per avere una buona risposta è necessario partire da una buona domanda e, per riuscirci, è necessario mettersi in ascolto. Questo processo rende il design un percorso di ricerca che unisce, in diversi momenti, una parte più creativa e una più funzionale.

Il design creativo si deve coniugare con il design industriale, per poter avere un prodotto originale e dall’estetica accattivante, ma che si riesca a produrre in serie e commercializzare e, per farlo, Ferrarini continua dicendo che: “Sono da individuare tre elementi fondamentali che devono essere custoditi all’interno del risultato di design: il prodotto in sé o il servizio, l’uso che se ne fa e, infine, cosa comunica questo prodotto o servizio. Senza uno di questi piedistalli, il progetto di design fatica a stare in piedi e ad entrare nel mercato”.

Paolo Ferrarini

La prossima settimana approfondiremo l’argomento parlando di innovazione, tecnologie e personalizzazione.