101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Words&More-

Il valore delle parole

 

Direttiva Green Claims

La Direttiva “Green Claims” è stata una proposta europea presentata nel 2023 con l’obiettivo di regolamentare in modo chiaro e armonizzato le dichiarazioni ambientali volontarie fatte dalle aziende, per combattere il greenwashing e garantire trasparenza ai consumatori. La direttiva mirava a imporre verifiche scientifiche indipendenti e basate su dati solidi, come le valutazioni del ciclo di vita (LCA), per ogni affermazione ambientale, proteggendo così i consumatori da informazioni vaghe, ingannevoli o non verificate. Inoltre, avrebbe previsto criteri uniformi per etichettature ambientali e benchmarking rispetto a parametri di riferimento di settore, con alcune esenzioni temporanee per le micro e piccole imprese.

Tuttavia, nel giugno 2025, la Commissione Europea ha annunciato il ritiro della proposta, sospendendo i negoziati per ragioni politiche e procedurali. La principale motivazione ufficiale è stata evitare nuovi oneri burocratici alle microimprese (con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro), anche se questa giustificazione ha suscitato dibattito, soprattutto per settori complessi e a elevata intensità di capitale come la logistica e la manifattura del settore calzaturiero. Il congelamento della direttiva lascia quindi un vuoto normativo importante, poiché senza criteri tecnici uniformi e sistemi di verifica indipendenti, le pratiche di comunicazione ambientale rischiano di rimanere poco trasparenti e soggette a interpretazioni soggettive.

Nonostante questo stop, resta in vigore la Direttiva UE “Empowering Consumers for the Green Transition”, che vieta dichiarazioni ambientali imprecise o infondate e richiede certificazioni affidabili, mantenendo un livello minimo di tutela contro il greenwashing. In mancanza della “Green Claims Directive”, però, si fa più pressante il ruolo dei codici di condotta volontari a livello nazionale, come il Codice di Autodisciplina IAP in Italia, che possono fungere da riferimento per una comunicazione ambientale seria e trasparente.

Per il settore calzaturiero, noto per la complessità della filiera e l’importanza crescente della sostenibilità, l’assenza di una regolamentazione unica europea sui green claims rappresenta una sfida, poiché limita la capacità di differenziare prodotti realmente sostenibili attraverso dichiarazioni ambientali scientificamente validate. Questo scenario evidenzia l’importanza di proseguire con iniziative volontarie di trasparenza, oltre a monitorare possibili sviluppi futuri sulla ripresa del dossier direttivo.

In conclusione, anche se la Direttiva Green Claims è stata “accantonata” e non è entrata in vigore, il dibattito resta aperto e il tema della comunicazione ambientale corretta e affidabile rimane centrale per il futuro del made in Italy e del settore calzaturiero europeo, dove innovazione e sostenibilità sono fattori chiave per la competitività e la reputazione.