Ideas-

L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Il futuro dei consumatori: assisteremo al fenomeno della dissociazione

Spesso ci siamo chiesti, nei mesi precedenti, come sarebbero stati i negozi del futuro, tra punti vendita fisici e virtuali strumenti digitali sempre più performanti e avatar al posto dei commessi come consiglieri dei clienti.
Già, i clienti: per una volta spostiamo il nostro focus proprio su di loro. Sui loro desideri, sulle loro attitudini, sui loro processi di scelta di un prodotto, ma anche sulla loro indole. 
Tamara Leguia, senior client & trend consultant di WGSN (Worth Global Style Network), una delle più importanti agenzie di trend forecasting che fornisce report sulle tendenze più attuali a migliaia di case di moda, ha presentato a MICAM X, l’innovation hub di MICAM Milano, proprio uno studio specifico su come saranno i clienti del futuro, a quali stimoli e fenomeni sono soggetti e come reagiranno.
«Prima di entrare nel nocciolo del tema, sappiate che assisteremo, dall’anno prossimo, a un cambiamento epocale nel nostro pianeta», ha spiegato la Leguia. «Viaggeremo attraverso nuove città ma anche mondi digitali, avremo nuovi ecosistemi a causa di grandi ristrutturazioni di aziende. Quindi è fondamentale cercare di capire i “sentiment” che animano ciascun consumatore».

 

La metodologia utilizzata è «raffinata, e si basa su un enorme quantitativo di dati che ci permettono di identificare cosa succede nel mondo. Ma non ci fermiamo a un approccio quantitativo: abbiamo 255 esperti in tutto il mondo che interpretano i dati che raccogliamo per cogliere i trend emergenti che caratterizzano diversi settori industriali e intercettare gli acquirenti del futuro».

 

Il primo processo che avverrà nei consumatori, secondo quanto elaborato da WGSN, è un senso di dissociazione, ovvero un processo mentale in cui una persona si disconnette dai propri pensieri, sentimenti o senso di identità.
«La dissociazione si manifesta spesso in chi lavora negli uffici, magari stando per ore davanti ai pc. Vi è mai capitato, dopo una giornata di lavoro particolarmente intensa, di dimenticarvi di scendere dall’autobus o dalla metropolitana alla vostra fermata, anche se prendete gli stessi mezzi pubblici ogni giorno? Ecco, la dissociazione si manifesta anche così».
Questo avviene perché, dopo il Covid, si ha una percezione modificata, le persone non si rendono conto del tempo che trascorrono in un determinato posto, come se ore o minuti fossero la stessa cosa. Si tratta di un fenomeno interessante, studiato anche dall’Università di Washington, che ha esaminato l’effetto causato dai social media sulla dissociazione mentale: ci si distacca dal tempo reale e ci si sente frustrati quando si chiudono i social media. Il punto dolente è che la tecnologia favorirà sempre più questa dissociazione.
Nel 2025 ci sarà una sorta di dissociazione collettiva: 457 milioni di video quotidiani postati su TikTok contribuiscono a questo fenomeno mentale, che caratterizza soprattutto la Generazione Z. Si è infatti rilevata una correlazione diretta tra dissociazione e giochi virtuali online: molti giovanissimi gamer riescono a separarsi dal mondo reale immergendosi completamente nel gioco, come se fosse la loro realtà.
L’abuso del gioco online crea nella società un problema, perché poi le persone non hanno la capacità di vivere nella vita reale e preferiscono passare tempo nel mondo virtuale. Eppure, se usati correttamente e nei tempi limitati, questi giochi potrebbero avere anche effetti positivi, soprattutto con pazienti che soffrono di demenza o Alzheimer.

Nelle prossime settimane continueremo ad analizzare i sentiment che caratterizzano i consumatori, non perdere l’articolo!