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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Drinkwater: “Lavoriamo per abbattere il confine tra mondo fisico e digitale”

Il futuro del mondo del fashion passerà sempre di più – e necessariamente – per l’acquisizione e l’utilizzo di nuove tecnologie, che diventano ogni giorno più accessibili. Ne è convinto Matthew Drinkwater, esperto di fama mondiale in sviluppo tecnologico e direttore della Fashion Innovation Agency, agenzia per l’innovazione della moda che utilizza sistemi sempre più all’avanguardia.

Specialista in processi immersivi, Drinkwater ha recentemente tenuto una conferenza a MICAM X, l’innovation hub di MICAM Milano. E chi più di lui può parlare di nuove tecnologie, dato che, insieme al suo team, questo visionario creativo sta cercando di costruire nuovi percorsi per un mondo veramente digitalizzato, tanto da essere stato definito “Digital World’s Influencer” da Stylus nel 2020.

“Il nostro compito principale in quanto Fashion Innovation Agency è quello di dimostrare come queste nuove tecnologie possono cambiare il modo in cui i brand di moda e rivenditori producono, mostrano e vendono le loro collezioni”, ha esordito Drinkwater nel suo intervento. “Con la nostra vasta rete, attiva sia nel mondo della moda che della tecnologia, stiamo colmando il divario tra queste due industrie e accelerando il ritmo del cambiamento. Creiamo progetti che continuano a ispirare e stimolare l’immaginazione mostrando ciò che è veramente possibile quando queste due realtà si incrociano”.

Solitamente, Drinkwater e il suo team immaginano la realtà in un orizzonte temporale di almeno “cinque anni avanti rispetto al momento attuale, cercando di comprendere come le nuove tecnologie impatteranno sull’industria del fashion. Cerchiamo di intuire come sarà la nuova generazione di creativi, e dove ci porterà”.  

Negli ultimi tempi “mi sono reso conto che nel mondo del fashion le nuove tecnologie sono molto impattanti, anche se questo settore ha di fronte delle grandi sfide. Una delle principali è che la tecnologia deve capire la fashion industry e il suo linguaggio, che è molto specifico”.

Matthew Drinkwater a MICAMX
 

Negli ultimi 10 anni “abbiamo investito tantissimo nelle nuove tecnologie, tra cui la fotogrammetria, che è straordinaria”, ha spiegato Drinkwater. Con il termine si intende una tecnica che consente di determinare metricamente forma e posizione di oggetti, partendo da almeno due fotogrammi distinti che riprendono lo stesso oggetto; permette quindi di ottenere importanti informazioni sugli oggetti fisici e sull’ambiente attraverso il processo di registrazione, interpretazione e misurazione delle immagini fotografiche, che possono poi essere modificate a proprio piacimento.

Con la fotogrammetria è possibile catturare prodotti e persone in 3D, con una qualità altissima, mischiando insieme mondo digitale e fisico, “tanto da far fatica a distinguere quali immagini siano digitali e quali reali, grazie all’altissima qualità delle immagini”.

Questi processi hanno avuto un input in una considerazione specifica: “Questo settore sta producendo troppo, e dobbiamo imparare a delegare al digitale alcuni processi. Dobbiamo cambiare il modo in cui consumiamo, e l’esperienza digitale deve rendere ancora più interessante il prodotto fisico che intendiamo promuovere. Fortunatamente, questo processo sta diventando sempre più semplice”. E anche più economico: “Gli schermi in 3D e led continuano ad abbassare il loro prezzo di vendita, che diventa sempre più gestibile. Anche la stessa produzione di video tra mondo reale e digitale diventa sempre più affrontabile dal punto di vista economico: prima un minuto di un video in 3D costava 12mila pound (circa 1400 euro), mentre ora ha un costo irrisorio in confronto”.

I grandi schermi permettono di eliminare il confine tra fisico e reale, “creando un qualcosa di totalmente diverso ed emozionante rispetto alla normale vita di tutti i giorni: per i giovani designer ciò è molto importante, perché offre possibilità infinite di creare nuovi mondi, con sempre meno confini e barriere legate al reale”.

Per quanto riguarda la tecnologia applicata al mondo del fashion, oggi si riesce a dare l’idea della trasparenza del tessuto virtuale, della sua texture, cambiando di volta in volta luce, angolazione, stile, rendendo ogni prodotto digitale il più realistico possibile”.

La prossima volta troverete l’intervento di Doug Stephens