Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Ecoalf, dalle alghe una soluzione per risparmiare acqua ed energia nel footwear

Sono stati i suoi due figli Alfredo e Álvaro ad avergli “suggerito” non solo il nome, ma anche il concetto alla base dell’azienda che ha fondato nel 2009. “Volevo creare un marchio di moda veramente sostenibile”, ha spiegato Javier Goyeneche, presidente e fondatore di Ecoalf, brand di abbigliamento e accessori che non punta solo a diventare un’azienda “net zero”, ma considera sua responsabilità anche la rigenerazione degli ecosistemi. “Cerchiamo sempre modi nuovi per restituire al pianeta più di quanto prendiamo da esso: la cosa più sostenibile è smettere di utilizzare in modo indiscriminato le risorse naturali del pianeta, per garantire i bisogni delle future generazioni”.

Lo sviluppo di nuovi materiali
Lo sviluppo di nuovi materiali con un minore impatto sull’ambiente è stato il focus dell’azienda fin dai suoi inizi. Ecoalf da anni lavora fianco a fianco con i propri fornitori per trovare nuove fibre, materiali e processi che permettano di migliorare continuamente i tessuti. Non solo: spesso le collezioni utilizzano materiali riciclati, dando una seconda vita a rifiuti come nylon, poliestere, lana e cotone riciclato, riducendo il consumo di acqua e le emissioni di CO2 o inserendo nuovi materiali di origine naturale che, pur non essendo riciclati, hanno un impatto ambientale altrettanto basso. Tra questi, lino, canapa, fibre cellulosiche e cotone biologico.
Due anni fa, nel luglio 2022, Ecoalf ha fatto un altro passo verso la sostenibilità: l’azienda è stata riconosciuta da B CORP come “Best for the World”, posizionando il marchio tra le migliori aziende al mondo nel 5% nella categoria ambientale.
Inoltre, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, il prossimo 8 giugno, la Fondazione Ecoalf celebra gli eroi dei nostri mari, ovvero gli oltre 4.000 pescatori che partecipano su base volontaria al progetto Upcycling The Oceans (UTO) nato nel 2015 con la volontà di ripulire i fondali marini, dando una seconda vita ai rifiuti recuperati. Con il PET recuperato, infatti, Ecoalf crea capi e accessori. Non solo: una percentuale del venduto della linea Because there is no planet b viene devoluta alla Fondazione per poter espandere sempre più il progetto Upcycling The Oceans.

Diverse linee produttive
Oltre a produrre capi di abbigliamento e accessori da donna, uomo e bambino, insieme a una linea sportiva suddivisa per le varie discipline (padel, tennis, yoga e pilates, ciclismo, etc) e una di prodotti wellness, Ecoalf ha sviluppato anche una collezione di scarpe, tra cui sneakers, sandali, mocassini e zoccoli.
E ci concentriamo proprio su questi ultimi, da qualche anno tornati di gran moda. Il ragionamento del brand è partito da una domanda: alla fine di ogni stagione, cosa fanno i marchi con le scorte in eccesso di zoccoli che non hanno venduto? Ecoalf ha sviluppato una soluzione che punta alla sostenibilità, utilizzando ciò che sarebbe considerato un rifiuto da discarica come punto di partenza per i suoi zoccoli Java. E questo è stato possibile mescolando il materiale post-consumo con le alghe, una delle piante a crescita più rapida del pianeta, che può raddoppiare le sue dimensioni in appena 24 ore, rendendola una delle risorse più rinnovabili della Terra. Man mano che l’alga cresce, cattura CO2 dall’atmosfera, contribuendo a ridurre i gas serra. 
Questi clogs sono realizzati in EVA (etilene vinil acetato, 50%,), EVA riciclata (30%) e alghe (20%) raccolte proprio per ripulire i corsi d’acqua, consentendo così anche un risparmio di acqua ed energia nel processo di produzione. Sono vegani al 100% e prive di componenti metallici. Inoltre, il cinturino posteriore regolabile permette un’aderenza perfetta e i buchi anteriori forniscono traspirabilità. La calzatura perfetta per fare un altro… passo verso la sostenibilità.

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Ecoalf SS24 Java Clogs
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