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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Ecodesign calzaturiero, oltre la carbon footprint

La sostenibilità nel settore calzaturiero non può ridursi a un’ottimizzazione a posteriori. È il messaggio emerso con chiarezza dall’intervento di Gabriele Tempesta, Ricercatore in Design per la Sostenibilità e Responsabile Operativo di LeNSlab al Politecnico di Milano, durante il panel “Dal Green alla Strategia: ripensare la produzione calzaturiera”, organizzato da MICAM in collaborazione con Wired nell’ambito di MICAM Next il 23 febbraio 2026. Un intervento che ha messo in discussione alcune semplificazioni ricorrenti, a partire dalla confusione tra circolarità e sostenibilità: “Sostenibile è un termine molto più inclusivo, perché quando si parla di sostenibilità si parla anche di riduzione del consumo di materiale, consumo di energia e minimizzazione della tossicità”.

LCA COME BUSSOLA PROGETTUALE, NON COME FOTOGRAFIA FINALE

Al centro della riflessione di Tempesta, il ruolo della Life Cycle Assessment come strumento di progettazione e non solo di compliance. Troppo spesso le aziende calzaturiere utilizzano la valutazione del ciclo di vita a prodotto finito, limitandosi a certificare un impatto senza agire per ridurlo. “La carbon footprint o l’EPD – Environmental Product Declaration sono delle fotografie dell’impatto di un prodotto, non sempre implicano che tu abbia fatto qualcosa per ridurlo”, ha precisato Tempesta. Il cambio di passo consiste nell’usare l’LCA all’inizio del progetto, per individuare i cosiddetti hotspot ambientali — le fasi e i componenti a maggiore impatto — e orientare le scelte progettuali di conseguenza. Il ricercatore ha però evidenziato una lacuna diffusa: molti progettisti, pur disponendo di dati LCA, non sanno tradurli in strategie concrete di ecodesign. “Ci sono altissime competenze a livello di LCA, però, quando si arriva alla fase progettuale, ancora manca quell’attenzione o quella capacità di ripartire dai dati per fare meglio”.

Gabriele Tempesta

IL QUADRO NORMATIVO E LA SFIDA ESPR

Il contesto di regolamentazione europeo accelererà sempre più la transizione sostenibile. A titolo di esempio, Tempesta ha richiamato l’attenzione sull’ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), che prevede 16 requisiti ambientali (un 17º è in fase di definizione e sarà dedicato alle microplastiche) attualmente generici ma destinati a diventare specifici per categorie di prodotto entro il 2027-2028. E il comparto calzaturiero, insieme al tessile, è in cima alla lista dei comparti prioritari da regolamentare.

VERSO LA SCARPA COME SERVIZIO

In chiusura, Tempesta ha lanciato una provocazione che guarda oltre il prodotto: ripensare il modello di offerta attraverso i cosiddetti sistemi prodotto-servizio. “Immaginiamo la scarpa come servizio: il produttore avrebbe una responsabilità estesa sulla vita del prodotto e si convincerà a progettarlo in modo da poterne recuperare facilmente le componenti e i materiali a fine vita. Se cambiassimo le regole del gioco, l’ecodesign diventerebbe quasi automatico”. Una visione (che Tempesta approfondisce nel video qui di seguito) che richiederebbe all’intero comparto di integrare l’ecodesign nelle proprie procedure operative standard, trasformandolo da esercizio episodico a metodo strutturale.

Giovedì prossimo approfondiremo l’intervento di Tiziano Giordano di Scarpa, che racconterà i risultati di un progetto innovativo giunto a conclusione.