


El Vaquero non tradisce il proprio DNA, ma amplia la collezione con ballerine e sneaker
All’inizio fu lo stivale indianino a emergere sul mercato rompendo con la tradizione calzaturiera di allora. Era il 1975, gli anni dei jeans a zampa, delle camicie floreali e delle minigonne, quando Valerio Giuntoli e Marco Cardelli crearono il marchio El Vaquero. Dopo 50 anni, gli stivali di El Vaquero continuano ad esprimere gli stessi valori del passato, che non sono unicamente quelli di un omaggio alla cultura dei nativi americani, ma anche quelle caratteristiche di comfort, artigianalità e accuratezza dei dettagli che hanno fatto grande il made in Italy. E che hanno intrigato negli anni anche personaggi dello star system da Cher a Madonna, da Cindy Lauper a Laura Pausini, solo per citare alcune celeb che si sono appassionate a questo tipo di calzatura. Una liaison che sul grande schermo culmina nel 2008 quando nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Harrison Ford indossa un paio di stivali firmati El Vaquero.
Dopo gli anni d’oro degli esordi e il susseguirsi di difficoltà, il marchio nel 2001 torna alla ribalta, grazie alla collaborazione con calzaturifici marchigiani e toscani, ma sempre con l’anima, il cuore e la professionalità di Valerio Giuntoli, che nel 2013 ha iniziato ad avvalersi della collaborazione con il figlio Nicholas. Con la costituzione della Valerio Giuntoli Corporation, la produzione e la commercializzazione vengono seguite internamente. Il resto è storia presente, con la svolta impressa dall’e-commerce, già iniziato nel 2018, e da allora in costante crescita. Una scalata nel mondo dei social che ha consentito al brand di diventare virale e di contare anche sull’apporto di influencer e artiste. Contemporaneamente alla diffusione del marchio presso i consumatori finali, nel 2020 l’azienda ha progettato e realizzato una nuova piattaforma B2C pensata per ottimizzare la gestione degli agenti e facilitare le vendite all’ingrosso. Negli anni recenti sono state sviluppate partnership commerciali e produttive con players del settore quali Luisa Via Roma e gli e-commerce Free People e Puruvian connection che contano complessivamente quasi 200 punti vendita negli USA.
Se dunque l’azienda non ha mai tradito nel tempo il proprio DNA che affonda le radici nello stivale indianino, non vuol dire però che di stagione in stagione non si rinnovi la tradizione di questo modello che condensa spunti etnici e abilità artigianali. Nuovi dettagli, applicazioni, pattern e lavorazioni arricchiscono gli stivali indianini e i texani alla caviglia o al ginocchio, mentre la collezione per la p/e 2025 si amplia con i sandali dal tacco medio caratterizzati da fibbie e dettagli metallici, le ballerine flat in cuoio decorate con borchie e le mary jane dal doppio cinturino, per arrivare alle sneaker con tomaia dai decori a contrasto. Una collezione ricca e diversificata che è stata presentata a MICAM di settembre.
La prossima volta vi raccontiamo di MICAM Taste Arena








