

Elsa Schiaparelli, una pioniera fra arte, moda e design
Rimarrà aperta fino all’8 novembre 2026 al Victoria & Albert Museum di Londra la mostra Schiaparelli: Fashion Becomes Art, che celebra la couturier come pioniera nell’unione tra moda, arte e performance. Sono esposti oltre 400 oggetti, tra cui 100 ensembles, 50 opere, accessori (anche calzature), gioielli, profumi, arredi e materiali d’archivio. Tra i pezzi più iconici figurano lo Skeleton Dress (1938), il Tears Dress e il celebre cappello a forma di scarpa rovesciata, realizzati in collaborazione con Salvador Dalí.
La mostra, dunque, ripercorre le origini della Maison, dai suoi primi capi capaci di scardinare ogni paradigma, fino alla sua incarnazione contemporanea sotto la guida del direttore creativo Daniel Roseberry. Basandosi su nuove ricerche condotte da curatori d’arte e di moda, l’esposizione consacra Elsa Schiaparelli come una figura di innovatrice nei campi della moda, dell’arte e della performance tra Parigi, Londra e New York nel periodo tra le due guerre mondiali. Il percorso espositivo mette in luce la storia di un’imprenditrice e ne presenta le celebri creazioni, raramente esposte al pubblico. Non mancano opere di Pablo Picasso, Jean Cocteau, Man Ray ed Eileen Agar, oltre a costumi teatrali e cinematografici firmati dalla stilista, per arrivare agli spettacolari abiti di Roseberry fra cui anche quelli indossati da Ariana Grande e Dua Lipa.

La mostra è strutturata in quattro sezioni: Designing the Modern Wardrobe racconta l’evoluzione della carriera di Schiaparelli e dei suoi capi rivoluzionari, dai completi pantalone agli abiti da sera fantasiosi; Creative Constellations evidenzia il rapporto della designer con artisti surrealisti e innovatori, tra cui Dalí, Cocteau e Man Ray, mettendo in dialogo le opere d’arte con i suoi capi iconici; Beyond Paris ripercorre l’espansione internazionale della Maison, con focus sulla filiale londinese e sulla sua influenza nel mondo dello spettacolo; Golden Thread celebra l’eredità duratura della Maison.
Il pregio di questa retrospettiva è la sua capacità di non restare ancorata alla nostalgia. Accanto ai pezzi d’archivio degli anni ’30 e ’40, il V&A ha saputo inserire magistralmente il lavoro di Daniel Roseberry. A lui va il merito di aver riportato il marchio all’apice del red carpet moderno. Vedere i volumi architettonici e gli ori scultorei di Roseberry accanto ai disegni originali di Elsa fa capire quanto la visione della fondatrice fosse, in realtà, senza tempo. A lei si deve inoltre la popolarità del colore rosa shocking, che introdusse nel 1936 per la confezione del suo profumo Shocking de Schiaparelli, mentre il flacone era modellato sulla figura dell’attrice Mae West.



