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I giovani talenti emergenti fanno bene al settore e anche alla manifestazione che li ospita. Per entrambi, il comparto calzaturiero e il Micam, fare scouting risponde a un’esigenza strategica, condivisa sia dalla filiera manifatturiera che dalla fiera, orientata a posizionarsi come hub di innovazione e piattaforma culturale e commerciale per attirare buyer sempre più evoluti.
Ecco che Micam sostiene 12 talenti internazionali, che a questa edizione di settembre sono completamente nuovi rispetto allo scorso febbraio, e che presentano le collezioni per la primavera/estate 2027. Il progetto, nato nel 2018, conferma la volontà della manifestazione di investire nella ricerca creativa e nell’individuazione di marchi emergenti con potenziale di sviluppo sui mercati globali.
Oltre agli spazi espositivi nell’apposita area Emerging Designers al padiglione 3E, i designer portano in passerella le loro proposte durante una sfilata in programma martedì 15 settembre alle ore 12.45, mentre domenica 13 alle ore 15.15 saranno i protagonisti di un panel sull’argomento “I talenti emergenti che stanno plasmando il futuro della calzatura”.
Creatività, innovazione, heritage, legame con il territorio e sostenibilità sono gli ingredienti che accomunano i vari designer, ognuno con la propria storia da raccontare e la propria esperienza di imprenditore che produce nei propri laboratori o si affida ad aziende già consolidate. Iniziamo a presentarvi i primi 6 brand emergenti presenti a Micam.
Stafano Mugnai è il brand italiano disegnato dallo stilista eponimo, terza generazione di una stirpe di calzaturieri toscani. Dopo anni trascorsi nell’azienda di famiglia dove apprende la tecnica della calzatura, inizia a collaborare con prestigiose griffe come Azzedine Alaïa, Christian Louboutin, Chloé che gli consentono di affinare il gusto estetico. Nel 2025 si sente pronto per iniziare il proprio brand, naturalmente made in Italy e con l’intento di proporre calzature senza stagione e destinate a durare nel tempo.
En Talons è disegnato da Evgenia Shiyanovskaya, ma è prodotto in Italia, dove la designer ha scoperto la maestria nella costruzione delle scarpe, dopo aver conseguito un master alla Marangoni di Milano. Il brand ruota intorno alla passione per i tacchi, veri protagonisti delle sue creazioni. Ispirato al mondo dei bijoux, dell’arte e del design, ogni modello è pensato come un gioiello da indossare, unendo audacia ed eleganza.
Nalebe rispecchia l’anima sexy della statunitense Amina Means che ha basato il brand su alcuni principi fondamentali: la produzione artigianale, effettuata in Italia, la sostenibilità attraverso la “zero waste policy”, l’innovazione che si concentra sul comfort per ridurre il dolore ai piedi causati dai tacchi, e l’attenzione sempre maggiore alla qualità del prodotto.
Joel Wijangco proviene dalle Filippine e attraverso i disegni e i prodotti vuole raccontare storie della sua infanzia o della sua immaginazione. Le calzature sono made to order e il colore è un tratto distintivo della sua collezione.
Eeclat è il brand spagnolo di accessori (calzature, piccola pelletteria e guanti) creato da Stephanie Espinosa e Lady Salazar. Modelli audaci che osano nei dettagli, soprattutto i tacchi architettonici dei sandali e delle pump che sembrano vere e proprie sculture ispirate alla Bauhaus.
Maliko è un laboratorio artigianale di calzature con sede a Lagos in Nigeria. Il fondatore Ebuka Omaliko intende preservare le tradizioni artigianali del suo paese e le collezioni traggono ispirazione dalla cultura e dalla storia africana. Ogni modello esalta la manualità e il knowhow degli artigiani specializzati in varie discipline, fra cui la tessitura e la lavorazione del legno o della maglia.
La prossima settimana vi presentiamo gli altri emerging designers.

