

Emerging Designers/3: circolarità e genius loci
Le fiere sono un palcoscenico importante per scoprire talenti indipendenti che si affacciano sul mercato unendo creatività e mentalità imprenditoriale. Mentre spesso le fashion week dettano l’estetica e il sogno, manifestazioni come MICAM fungono da ponte fra la creatività pura e la fattibilità industriale, mettendo in contatto il talento con la filiera. Ormai da alcune edizioni MICAM porta sotto i riflettori nuovi progetti di designer internazionali dove lo stile non è l’unico valore, ma altrettanto importante è la coerenza con un modello di business etico e sostenibile. L’estetica emergente rompe con i canoni tradizionali: le collezioni sono genderless, il design è adattivo, la fine vita del prodotto assume una importanza sempre maggiore concentrando il lavoro del designer su una circolarità virtuosa. Tutto questo senza tralasciare il genius loci, la tradizione e la cultura che proviene dalla propria terra. Ecco il mood dei progetti di alcuni designer presenti allo scorso MICAM nell’area dedicata agli emergenti.
Michelle Schager di Sassy Icon “Military, Power”
Fondato nel 2022 nei Paesi Bassi con l’intento di creare calzature che uniscono creatività olandese e produzione italiana (la collezione è prodotta nelle Marche), la designer per la prossima stagione punta su stivaletti dal tacco alto in materiali a stampa rettile e dettagli in neoprene camouflage, in alternativa a modelli urban stringati.


Matteo Di Paola e Marco Primiceri di Servati “Innovation, Aerodynamic”
La sfida unisce stampa 3D, IA e manifattura italiana. Il risultato sono calzature che si smontano, si riciclano e rinascono a nuova vita. Meno sprechi di materiale, tempi ridotti, versatilità nella progettazione e sostenibilità nella produzione. I nuovi modelli sono più morbidi grazie alle migliori tecniche di stampa. Con la tecnologia NFT si attesta l’autenticità, l’unicità e la possibilità di riciclo. Con il “boomerang process” Servati chiude il cerchio della sostenibilità, in quanto restituendo le sneaker a fine ciclo, vengono create nuove materie prime da cui rinascono nuove scarpe.


Soojin Kim di Then “Active, Confortable”
Il fil rouge della collezione è il comfort che viene declinato nelle ballerine con finta pelliccia per ricreare l’effetto bianco e nero, o nelle stringate dalla comoda punta squadrata e negli stivaletti chiusi da coulisse e attraversati da cinturini con fibbia. Uno sguardo al passato, ma con l’intento di guardare al futuro, come indica il significato stesso del logo Then.


Ekwerike Chukwuma di Wuman “Adventurous, Artisanal”
Batte l’anima nigeriana del suo ideatore nel brand Wuman, che racconta storie di spiritualità, cosmologia e artigianato africano. Il genius loci è presente soprattutto nell’utilizzo di tecniche e materiali locali. I modelli sono basici e unisex, dalle ciabatte con intarsi di pellami, alle slipon in tessuti grezzi.


La prossima volta scopri il ritorno di Rocco Barocco a MICAM.

