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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Sostenibilità senza mezzi termini

 

EPR tessile: il 41% delle aziende non sa se è coinvolto

Il conto alla rovescia per la Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tessile-calzaturiero è già iniziato. Secondo le ultime dichiarazioni del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il decreto che introdurrà l’EPR in Italia è atteso entro l’anno. I numeri raccolti da Ecotessili nel primo quadrimestre del 2026 raccontano di una filiera che conosce il problema, ma non abbastanza.

Il dato più rilevante emerso dal test di autovalutazione promosso dal Consorzio è che il 41% delle imprese tessili non sa se la normativa EPR le riguardi. Tra queste, il 70% è effettivamente coinvolto in quanto produttore. Un cortocircuito informativo che rischia di trasformarsi in un problema operativo non appena la norma entrerà in vigore.

«Abbiamo voluto mettere a disposizione delle imprese uno strumento semplice per capire quanto sono preparate ad affrontare un cambiamento che impatterà su tutta la filiera», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili. «Le prime risposte indicano che la preparazione è ancora parziale, ma le aziende sono consapevoli delle proprie lacune e chiedono di essere formate e informate».

Il campione è significativo: hanno risposto soprattutto PMI (80%), concentrate nel Nord e Centro Italia, attive nei settori abbigliamento, calzaturiero, tessile per la casa e accessori. Circa la metà lavora in conto terzi — categoria non direttamente soggetta agli obblighi EPR, ma comunque chiamata a fornire risposte ai propri clienti. Il 45% opera anche sui mercati esteri, dato rilevante perché la normativa risponde a una direttiva europea destinata ad allargarsi progressivamente a tutti i Paesi dell’Unione.

Sul fronte della conoscenza, l’85% delle aziende dichiara di aver sentito parlare di EPR, ma nessuna afferma di conoscerla in modo approfondito. Sugli obblighi concreti le lacune sono ancora più marcate: il 77% delle aziende sa che sarà necessario iscriversi a un consorzio, il 57% è a conoscenza dell’obbligo di dichiarazione periodica, mentre solo la metà conosce l’eco-contributo. Il passaporto digitale di prodotto è conosciuto dalla quasi totalità delle aziende, ma in poche sanno realmente cosa comporti. Per quanto riguarda i consorzi: il 40% delle aziende dichiara di non sapere quale sia il loro ruolo

Il quadro, nel complesso, indica che informazione e formazione restano le priorità urgenti per accompagnare la filiera verso l’adeguamento.

Solo un accenno a cos’è L’EPR tessile. La Responsabilità Estesa del Produttore (Extended Producer Responsibility) è il principio per cui produttori, brand, importatori e distributori di prodotti tessili diventano responsabili anche della gestione dei capi a fine vita, finanziando raccolta, riuso, riciclo e smaltimento attraverso i sistemi consortili. Riguarda non solamente l’abbigliamento, ma anche le calzature, i tessili per la casa e gli accessori. Previsto dall’Unione Europea nell’ambito delle politiche di economia circolare, il modello punta a ridurre l’impatto ambientale del settore incentivando prodotti più durevoli e riciclabili; in Italia il sistema attende l’approvazione del decreto che definirà il quadro operativo.

Giovedì prossimo esploreremo il mondo dei biomateriali e le trasformazioni che potrebbero portare nella moda e nella produzione calzaturiera.