101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Makers-

Chi fabbrica il futuro, oggi

 

Estetica futuristica e anima green: le sneaker scomponibili e riciclabili

La stampa 3D contagia le startup, che la scelgono come metodo di produzione per le calzature, e di conseguenza i consumatori che  si stanno appassionando a questi prodotti. Complici la grande creatività e la sostenibilità che questa tecnologia può offrire. Se la svolta green è un mantra per tutti, soprattutto per le nuove generazioni, è inevitabile che chi intraprende un percorso nel settore calzaturiero scelga proprio un metodo di produzione che privilegia i valori di innovazione, responsabilità ambientale, circolarità e artigianalità made in Italy. 

È il caso di Servati, startup leccese, che dai primi prototipi brevettati nel 2022, si è evoluta puntando su sneaker smontabili e riciclabili, nate dall’idea dei due giovani fondatori Matteo Di Paola, laureato in economia, che si occupa di amministrazione e gestione, e Marco Primiceri, laureato in design e comunicazione visiva, che segue il reparto stile e lo sviluppo dei prodotti. Tutto parte dal loro brevetto a tutela di un particolare incastro tra suola e tomaia che permette alla scarpa di reggersi unita senza l’uso di colle o cuciture irreversibili. Il prodotto è dunque formato soltanto da due elementi che corrispondono ad altrettanti materiali: la gomma e il poliestere, totalmente riciclabili. Non si utilizzano colle, né solventi chimici o termoadesivi.

 

Alla fine dell’uso, spiegano i due fondatori, la scarpa può essere disassemblata e fornire i materiali per produrre altri oggetti nel mondo fashion e design. “Abbiamo già realizzato delle scarpe nuove riciclando altri campioni di scarpe a fine vita, le prime che avevamo prodotto – dicono -. È il sogno di un mercato delle sneakers che finalmente diventa davvero circolare e green. I materiali delle scarpe potranno così diventare nella loro seconda vita anche borse, cinturini per gli orologi e altri accessori”.

 

In occasione della presentazione dei nuovi modelli durante la fashion week milanese, Matteo di Paola e Marco Primiceri hanno spiegato che per stampare in 3D il guscio della scarpa in Tpu ci vogliono circa 10 ore, in seguito viene sottoposto alla fresatura e alla cardatura e poi assemblato alla tomaia in poliestere nella versione con o senza lacci. La produzione additiva avviene presso un incubatore di startup, finanziato e gestito dalla regione Puglia, dove ci sono le stampanti 3D, mentre le tomaie vengono realizzate in un calzaturificio della zona e poi assemblate appunto con il metodo “a incastro”. I modelli nella versione low e stringati sono realizzati sono in bianco o nero per ragioni di riciclabilità. Al momento le sneaker Servati sono vendute solo online, ma l’intenzione dei fondatori è quella di entrare nei canali wholesale.

Marco Primiceri e Matteo di Paola
 

Questo e altri contenuti a tema MODA e TECNOLOGIA attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)