


Fenni: un contest per le calzature come Masterchef per attrarre i giovani?
Da piccolo stabilimento a Grottammare (AP) a realtà imprenditoriale che compie 75 anni. Una storia che racconta Valentino Fenni, amministratore unico di Dada e Vice-Presidente di Assocalzaturifici, ponendo l’accento sull’importanza di tenere le radici ben salde nel distretto.
“La mia famiglia è originaria di Torre San Patrizio nel cuore del distretto calzaturiero fermano e si è trasferita a Grottammare nel 1974. Non tutti si rendono conto della ricchezza che offre il distretto, dove si “respira” l’aria delle scarpe e nel giro di pochi giorni si può trovare tutto quello che serve per produrle”. L’azienda si è specializzata con il marchio Méliné nelle scarpe sportive leisure, una tipologia richiesta oggi dai consumatori. Il mercato italiano rappresenta un quarto circa del fatturato, mentre il resto viene generato dai paesi stranieri fra cui Germania, Francia, Inghilterra, e parzialmente Russia.
In qualità di presidente della Sezione Calzature di Confindustria Fermo, Valentino Fenni delinea anche la situazione del settore: “La situazione è complicata alla luce del costo elevato del lavoro che incide di circa il 70% su un paio di scarpe. I nostri competitor come Turchia e Portogallo hanno un costo del lavoro inferiore al nostro del 50% quindi è necessario trovare un giusto compromesso anche se non è facile per il governo abbassarlo, eppure è l’unico modo per far sopravvivere il settore e non solo quello calzaturiero ma il comparto moda in generale e preservare il made in Italy”.
Un altro tema che assilla il settore è quello della formazione. “E’ sempre più difficile attrarre in fabbrica i giovani che preferiscono magari fare gli chef, se mai ci arriveranno, lavorando il sabato e la domenica, piuttosto che entrare nei calzaturifici, forse perché c’è ancora una visione distorta che risale agli anni Settanta, quando gli ambienti delle fabbriche erano ben diversi da oggi. Dovremmo forse inventarci un Masterchef delle calzature o un talent per avvicinare i giovani, affinché capiscano che entrare in una fabbrica vuol dire affacciarsi al mondo della moda”. Proposte? “Il Governo ha introdotto il 110 per l’edilizia, perché non farlo anche per la moda? O, almeno, venisse abbassata l’IVA per dare un impulso ai consumi”.
