Makers-

Chi fabbrica il futuro, oggi

 

Funghi e alghe, il futuro rigenerativo della moda

I nuovi progetti nascono sempre da un sogno nel cassetto, quello che ha spinto l’industrial designer Felipe Fiallo a lasciare il suo Paese, l’Equador, per trasferirsi in Italia, frequentare l’Istituto Marangoni, vincere una borsa di studio di Adidas. Ingredienti che hanno contribuito a creare l’identità di Felipe, un mix fra background industriale e mondo dell’athleisure, tecnologia e artigianalità italiana. Dopo l’esperienza con brand blasonati fra cui Ferragamo, ha deciso di “alzare l’asticella del settore della calzatura”, dove il made in Italy si può sposare con la fabbricazione digitale e la biologia per un futuro più sostenibile. Felipe dopo essere stato selezionato per due edizioni consecutive fra gli Emerging Designer di MICAM, a settembre è tornato in fiera con nuovi progetti. 

La sua visione gli è valsa il riconoscimento europeo della Circular Design Challenge (il contest che premia i giovani talenti creativi che hanno sviluppato collezioni sostenibili, promosso da R|ElanTM, il marchio di tessuti di prossima generazione del più grande indiano, Reliance Industries Limited, in associazione con le Nazioni Unite in India) e l’inserimento fra i Designer For the Planet scelti da Camera Moda nell’edizione di settembre della fashion week milanese. “Il senso del mio marchio, che ho lanciato un anno e mezzo fa, – spiega Felipe – è quello di essere responsabili per quello che facciamo, di rigenerare la terra, infatti la nostra scarpa imita il processo naturale della terra. Ad esempio propongo una calzatura che è fatta di cristalli naturali che si formano sulla tomaia tramite un processo biologico. Quindi si tratta di co-creare con la natura”. 

Da questa filosofia nasce la nuova collezione con una suola stampata in 3D in grado di assorbire e ammortizzare l’impatto della camminata. Il fondo è per l’80% in Tpu riciclato e per il 20% in materiale vergine. Ma ci sono anche le tomaie realizzate in fungo naturale, in collaborazione con una società olandese, e in alghe che dopo due anni possono tornare in mare e ridiventare cibo per pesci. 

Algae in teca
 

Prossimo appuntamento con le calzature gioiello di Marianna Mazza.