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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Racconti di oggi e ieri

 

Garvalín: scarpe da bambino da oltre 50 anni

LA NASCITA
Elche è una città spagnola di oltre 200.000 abitanti che si affaccia sul Mediterraneo. Situata nella provincia di Alicante, nella comunità autonoma valenciana, è anche al centro del principale distretto di produzione di calzature del paese.
È qui che nel 1968, appena diciannovenne, il giovane José Garcia Torres, detto Pepito, lancia una piccola impresa di produzione di scarpe da bambino, gettando le basi per quella che sarebbe poi diventata una grande azienda conosciuta in tutto il mondo: Garvalín.
Ad affiancare José, più tardi arrivano i suoi tre fratelli, Tani, Vicente e Pedro. Sono tutti autodidatti, ma sono armati di tanta buona volontà e si circondano di collaboratori di prima scelta, riuscendo in pochi anni a conquistare il mercato spagnolo e poi quelli internazionale.

LA CRESCITA
Tra gli anni ‘70 e ‘80 Garvalín è alle prese con una inarrestabile espansione, che continua ancora oggi.
Negli anni ‘90 l’azienda inizia una collaborazione con l’Istituto di Biomeccanica di Valencia con l’intento — spiega Alessandro D’Antonio, direttore commerciale da quasi 25 anni — «di creare calzature che diano ai bambini libertà, stabilità e sicurezza, utilizzando le ultime tecnologie per rispettare lo sviluppo del piede».
Da questa cooperazione nasce, nel 1996, il marchio Biomecanics, consigliato dall’Associazione Spagnola Infermieri Pediatrici.
Nel 2001 il gruppo aggiunge un altro marchio al proprio già nutrito catalogo di prodotti. È quello della celebre stilista spagnola Agatha Ruiz de La Prada, vera e propria icona pop internazionale, per la quale producono su licenza scarpe per bambine e ragazzine.
Più o meno nello stesso periodo, l’azienda si trasferisce nelle nuove strutture, più grandi e moderne, per riuscire a star dietro alla produzione e alle richieste del mercato, accompagnando tutti gli sviluppi della società, che dal 2015 è in mano alla seconda generazione.

Biomechanics
 

LA QUALITÀ
Pur avendo tipologie di pubblico diverse, i tre marchi — Garvalín, Biomecanics e Agatha Ruiz de La Prada — sono pensati per le medesime fasce d’età (da quando il bambino inizia a poggiare il piede a terra fino alla preadolescenza, con taglie che arrivano alla 38) e perseguono la stessa strada, quella della qualità.
«I nostri cardini sono il mantenimento di un ottimo rapporto di qualità / prezzo, raggiunto però senza sacrificare la qualità, che per noi è un fattore assolutamente indiscutibile», dichiara D’Antonio a Italian Shoes.
La scelta dei materiali riveste un’importanza cruciale, così come il comfort delle calzature.
Alle caratteristiche tecniche vanno poi ad aggiungersi quelle estetiche: «Fare una scarpa che si avvicini al pubblico vuol dire adeguarsi continuamente a quelle che sono le nuove esigenze del mercato», spiega D’Antonio.

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Cucitura
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IL FUTURO
Attualmente il gruppo Garvalín è presente in oltre 50 paesi del mondo, dal Messico all’Australia, dall’Europa alla Cina.
La crescita è continua e il fatturato è aumentato anche durante il periodo della pandemia.
Oltre alla vendita online, già avviata da tempo attraverso le proprie piattaforme e quelle dei negozi online più conosciuti, l’azienda sta investendo anche nell’appoggiare la clientela retail per il commercio online.
«Cerchiamo, dove possibile, di aiutarli per quello che sarà l’inevitabile business del futuro, soprattutto visto il periodo che stiamo vivendo», rivela D’Antonio.

Sul prossimo numero vi parliamo degli eventi a MICAM: dalle sfilate alla taste arena