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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Henrik Arlestig di FIBBL: «Settore calzaturiero, realtà aumentata e 3D sono il futuro»

Il mondo del retail sta cambiando velocemente, andando di pari passo con i progressi della tecnologia. Ma sarà proprio il settore calzaturiero quello che riuscirà, meglio e prima di altri, a beneficiare degli avanzamenti tecnologici. Ne è convinto Henrik Arlestig, uno dei relatori delle conferenze recentemente presentate a MICAM X, l’innovation hub di Micam Milano, e CEO di FIBBL, una realtà che supporta marchi e rivenditori nel trasformare il loro e-commerce in soluzioni 3D e realtà aumentata. Grazie a FIBBL è infatti possibile non solo osservare le calzature in tutte le loro angolazioni, facendole ruotare, ingrandire e guardandole dall’interno, ma la novità è che si possono anche provare virtualmente ai piedi, visualizzarle come se fossero fisicamente indossate per valutarle insieme agli outfit abituali. Riuscendo quindi a scegliere, consapevolmente, se acquistarle o meno.

«La tecnologia in questo settore ha avuto un boom negli ultimi 12-20 mesi», ha detto il CEO, «e ancora più veloce andrà in futuro. Il calzaturiero, infatti, grazie alla tecnologia, ha la possibilità di offrire la migliore product experience del mondo, ancora di più del settore dell’abbigliamento».

Questo perché, come ha spiegato Arlestig, «realtà aumentata e 3D danno la possibilità al consumatore di sentirsi coinvolto a livello di prodotto, di averne familiarità, prima di prendere una serie di decisioni di acquisto consce e consapevoli».

 

Ma questo – osserverete – vale per ogni prodotto visibile online nei siti di e-commerce. Il calzaturiero, però, ha delle peculiarità specifiche che lo rendono ancora più adatto a recepire questo tipo di tecnologia.

«Pensate, ad esempio, alla struttura di una scarpa: anche una volta indossata virtualmente, sarà più “statica” rispetto a una giacca, che va provata, verificata su come scivola addosso, se tira sulle spalle o se il tessuto non dà fastidio». Inoltre, solo una volta provata fisicamente si capisce se le maniche sono lunghe abbastanza una volta alzate le braccia, se la sua lunghezza copre, sul nostro corpo, esattamente fin dove vorremmo che arrivi…

Con le calzature indossate in modo virtuale, «l’immagine è molto più veritiera e realistica: basta inquadrare i propri piedi con lo smartphone e le scarpe appaiono calzate perfettamente, anche se osservate lateralmente o da altre angolazioni. Non sono soggette a tensioni, distorsioni del tessuto o altro, ma appaiono come poi saranno ai piedi, in modo reale». 

Con l’abbigliamento, invece, «servirebbe disporre di una tecnologia di modellazione 3D molto avanzata che possa misurare la vita, il polso, la lunghezza delle braccia e così via. Le tecnologie basate sui browser web (che sono quelle scalabili e che offrono al consumatore una buona esperienza d’uso) fanno fatica a raggiungere questa precisione e di conseguenza offrono al consumatore un’esperienza d’uso non proprio positiva. Tuttavia questo non è il caso delle scarpe. Gli attributi fisici della scarpa si adattano molto bene all’uso delle tecnologie browser disponibili e questo dà alla calzatura un vantaggio competitivo rispetto ad altre categorie di prodotti di moda».