


I giovani fra creatività e talento. Ma la formazione è fondamentale
La mostra Babylon 2.0 allestita durante la fashion week donna di Milano al Museo Bagatti Valsecchi è stata l’occasione per gli studenti di Accademia IUAD di far conoscere le proprie creazioni e dimostrare come creatività e talento, per chi vuole affacciarsi al mondo della moda, siano requisiti fondamentali, che devono però essere supportati da piani di studio avanzati, creati in collaborazione con le aziende e tarati sulle esigenze del mercato. Il dialogo costante con il mondo della produzione e con le manifestazioni del settore diventa per gli studenti uno step fondamentale nel loro percorso di studi. Ad esempio, alcuni ragazzi dello IUAD hanno visitato l’area Academy allo scorso MICAM per vedere da vicino le varie sfaccettature della produzione calzaturiera.
IUAD, con sedi a Milano e a Napoli, propone corsi diversificati che spaziano dal design e architettura di interni, al design della moda, fashion business & management, design della comunicazione, art direction & copy writing, fino al design dell’accessorio e, dallo scorso anno, anche un corso di regia per il cinema e la pubblicità. Proprio in merito alla calzatura, l’Accademia offre il percorso di Modellistica Calzature, un corso pratico che forma professionisti capaci di coniugare design e tecnica. Gli studenti apprendono l’intero processo di sviluppo di un prototipo, dalla progettazione alla realizzazione, con un metodo didattico che prevede 30% teoria e 70% pratica in laboratorio. I principali insegnamenti includono modellismo di base, tecnica del cartamodello e del prototipo, sviluppo calzata, storia della calzatura e merceologia. Oltre a questo, l’offerta formativa include anche il corso Modellistica Calzature CAD, altamente tecnico per preparare esperti nella progettazione e prototipazione delle calzature attraverso sistemi CAD. Gli studenti impano a digitalizzare i modelli, sviluppare le calzate, gestire la produzione e il taglio su diversi materiali.
Alla mostra Babylon 2.0, che ha offerto un suggestivo percorso attraverso l’evoluzione della moda del Novecento, esplorando come l’attrazione per l’esotico si sia trasformata in un’espressione eccentrica e rivoluzionaria di stile, oltre a scenografici abiti era presente anche un paio di stivali particolarmente elaborato, proposto da Carmela Viggiano con il titolo La divina Marchesa. “Il design dello stivale – spiega la studentessa – si ispira alla Marchesa Luisa Casati, una figura emblematica e eccentrica che, con la sua personalità androgina e il desiderio di essere un’opera d’arte vivente, ha segnato un’epoca tra Ottocento e Novecento”. Un concept che si traduce anche nel design dello stivale e nella scelta del materiale, la pelle di vitello nero, e nei dettagli di catene, perle e piume nere che richiamano l’eleganza esotica della Marchesa.
Sul prossimo numero guarda il report AI2526 da MICAM
Questo e altri contenuti a tema EDUCATION attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)


