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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

I parametri per un ecodesign di successo

La conferenza “THE NEXT STEP Innovazione e sostenibilità nella filiera della calzatura” che ha avuto luogo durante l’ultima edizione di MICAM ha permesso di considerare sotto vari aspetti il modo in cui il comparto della scarpa può diventare più green. La scorsa settimana abbiamo riportato l’intervento di Marguerite Le Rolland che, in qualità di Global Insight Manager di Euromonitor International, ha dato una prospettiva presente e futura del calzaturiero. Altrettanto interessanti sono state le considerazioni di Carlo Brondi, Ricercatore senior presso l’Istituto di Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-STIIMA), che ha affrontato il tema dell’ecodesign.

I passi decisivi
Si può parlare di ecodesign quando il processo di sviluppo di un prodotto viene integrato con valutazioni ambientali che interessano ogni singola fase della filiera. Nel 2024 il Parlamento europeo ha approvato un regolamento che stabilisce i requisiti per la progettazione di prodotti orientati alla sostenibilità, introducendo anche il Passaporto Digitale dei Prodotti (DPP) per incentivare la transizione circolare delle industrie europee. Un ulteriore passo, decisivo, in direzione della sostenibilità è arrivato quest’estate, con la pubblicazione della Product Environmental Footprint Category Rules (PEFCR) per il settore abbigliamento e calzature.

Carlo Brondi
 

Le conseguenze
“L’introduzione del DPP e della PEF accresceranno la consapevolezza del settore. Prima di questi indicatori era difficile definire se l’ecodesign di una calzatura fosse di successo. Per stabilirlo occorre infatti considerare tanto i parametri di design quanto l’impatto ambientale del ciclo di produzione”, ha spiegato Carlo Brondi, durante la conferenza. 

“Quello della raccolta e gestione dei dati lungo la filiera è un tema critico, ma le metriche dei prodotti sono un driver importante nel mercato che mira alla circolarità”, ha proseguito il ricercatore che, a tal proposito, ha parlato anche di tracciabilità ricordando che, in assenza di informazioni verificate relative all’impatto ambientale, c’è il rischio di incorrere nel greenwashing.

Oggi non basta più che un modello di calzature “funzioni” sul mercato secondo le logiche del design, in base alla sua estetica e alla funzionalità, ma occorre che la sua storia sia trasparente agli occhi dei consumatori, le cui scelte di acquisto guardano con interesse crescente a beni realizzati in un’ottica di sostenibilità ambientale ma anche economica  e sociale. “Per ottenere tale traguardo è necessaria la collaborazione tra gli attori della filiera e, in particolare, si rende imprescindibile all’interno della stessa azienda il confronto costruttivo tra coloro che hanno competenze di design e competenze in ambito scientifico”, ha ricordato Carlo Brondi.

Appuntamento a giovedì prossimo: focus sull’importanza della collaborazione nella filiera che aspira alla circolarità