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Sostenibilità senza mezzi termini

 

I retailer del futuro, tra personalizzazione e iperlocalizzazione

Prosegue con il tema della personalizzazione e iperlocalizzazione, l’indagine presentata a MICAM X da Marguerite Le Rolland di Euromonitor (e di cui abbiamo scritto la settimana scorsa qui) la quale indica che i consumatori, quando acquistano qualcosa, “vogliono sempre più un’esperienza significativa, con commessi che danno consigli utili e un servizio post-vendita che sia tagliato su misura per loro”. 

La personalizzazione, infatti, “è fondamentale per il consumatore, e le aziende devono capire il prima possibile che un solo approccio non va bene per tutti”. A comprenderlo, tra i primi, ci sono stati Nike e Adidas, che hanno cambiato i loro store a seconda della zona geografica in cui si trovano, differenziando le collezioni. La mossa si è rivelata vincente: in particolare Adidas ha aperto il suo decimo Brand center in tutto il mondo e il primo in America Latina a Città del Messico alla fine del 2022, presentando elementi locali come collezioni esclusive per il Messico e il Mex Lab per consentire la personalizzazione e la riparazione, oltre a un’area di calcio con installazioni interattive.

 

Nike, invece, nel 2023, con la collezione “Con mi Familia” ha prodotto quattro scarpe in edizione limitata rilasciandole per la festa messicana día de los muertos, molto sentita nel Paese.

I consumatori sono sempre più attenti e consapevoli e vogliono brand che supportino anche i loro valori politici e sociali – questo aspetto è evidente soprattutto nella fascia più alta degli acquirenti, ma non solo – e nel futuro sarà sempre più importante creare un modello circolare e mostrarlo all’interno della propria narrazione. Tra i brand che si stanno adoperando in tal senso c’è anche Mercedes Benz Group, che ha lanciato un’iniziativa per il riciclo in collaborazione con Soex, uno specialista tedesco di riciclo tessile, che “salverà” circa 25.000 paia di scarpe dalla distruzione ogni anno. Strategia di successo, pensando che il 46% degli intervistati globali di Euromonitor considerano il riciclo una priorità assoluta. 

Tra dati e strategie

  • 70% della crescita economica globale tra il 2020 e il 2040 verrà dai paesi emergenti e in via di sviluppo
  • 40% dei consumatori in tutto il mondo preferirebbe comprare meno ma articoli di qualità superiore
  • 47% dei consumatori Gen Z in genere ricercano articoli di moda sul proprio smartphone rispetto al 40% in negozio

Considerando i dati sopra indicati, Marguerite Le Rolland conclude illustrando che in futuro servirà sempre più interazione tra mondo online e offline, investendo in nuovi tool digitali per migliorare l’esperienza di shopping (anche post vendita). Inoltre, bisognerà puntare sul mondo delle riparazioni, per dare nuova vita a capi ed accessori, evitando così una sovraproduzione sconsiderata che va a svantaggio di tutti, soprattutto del pianeta.

Giovedì prossimo scopri l’intervento di Francois Xavier Dosne sul ciclo di vita delle scarpe da running e su come ripensarle in un’ottica più sostenibile!