


Il Digital Product Passport per una moda trasparente e circolare
Per rendere i prodotti più trasparenti e sostenibili lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione al riciclo, passando per il riutilizzo e la riparazione, occorre un regolamento comune a tutti i comparti, che utilizzi un linguaggio comprensibile e dati uniformi. È da queste premesse che nasce il Digital Product Passport (DPP), o Passaporto Digitale del Prodotto, uno strumento che fa parte di una strategia più ampia della Commissione Europea, focalizzata su sostenibilità e circolarità.
Il contesto di riferimento è il Green Deal europeo, una misura lanciata nel 2019 per promuovere un’economia moderna, digitale e più attenta all’ambiente. In questo quadro, il regolamento sull’ecodesign stabilisce i requisiti di progettazione ecosostenibile, creando un framework che definisce cosa devono contenere i prodotti in termini di sostenibilità e quali informazioni devono essere rese accessibili ai consumatori.
Il DPP sarà una scheda digitale che raccoglie tutte le informazioni importanti su un prodotto: componenti, produzione, ciclo di vita, riciclo, riparazione e impatto ambientale. Queste informazioni dovranno essere facilmente accessibili a tutti gli attori coinvolti nella filiera, dai produttori ai consumatori, e saranno fondamentali per favorire scelte di acquisto più consapevoli. Per implementarlo, la Commissione Europea emanerà atti delegati che dettaglieranno le caratteristiche specifiche per ogni settore, come moda, edilizia o batterie. Un elemento chiave sarà anche l’interoperabilità dei dati, cioè la capacità di far circolare le informazioni usando standard condivisi come quelli già adottati da molte aziende (gli standard GS1 ad esempio).
Il DPP avrà anche un ruolo importante per le autorità di controllo, come le dogane, che potranno verificare rapidamente la storia di un prodotto. Inoltre, favorirà la standardizzazione del linguaggio tra aziende e autorità, migliorando la tracciabilità e la trasparenza. Tra i vantaggi, il Digital Product Passport offrirà una trasparenza totale e immediata sulla storia e sostenibilità di ogni articolo, come se si potesse con un clic conoscere tutto di quello che si ha tra le mani. Questo migliorerà la fiducia dei consumatori e rivoluzionerà il modo di fare acquisti.
Dal punto di vista delle aziende, ci sono realtà che sono già pronte e altre che devono ancora sviluppare competenze digitali e di gestione dei dati. Per questo sarà fondamentale investire in formazione e supporto, soprattutto per le imprese più piccole o meno digitalizzate.
Il settore del tessile e dell’abbigliamento, e dunque anche quello calzaturiero, molto vario e complesso, rappresenta una delle sfide principali, perché coinvolge grandi marchi e laboratori artigianali. La sfida sarà far dialogare tutti questi soggetti e raccogliere le informazioni necessarie.
Ma quando entrerà ufficialmente in vigore il Digital Product Passport? La roadmap prevede che entro il 2027 il DPP sarà pienamente operativo, con tappe importanti come la piattaforma europea per i registri, prevista già per luglio 2026. Per le aziende, il consiglio è dunque quello di iniziare subito a informarsi, dialogare con gli altri attori e prepararsi a questa trasformazione, vedendola non solo come un obbligo, ma anche come un’opportunità per valorizzare i propri prodotti e fidelizzare la clientela.
Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)
