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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Racconti di oggi e ieri

 

Il fascino dell’artigianalità che contagia i giovani

“Nel settore calzaturiero sono necessarie competenze precise, che si imparano. Bisogna saper capire la differenza fra una scarpa di primo prezzo e una made in Italy di qualità, sintesi di manualità ma anche di nuove tecnologie. Voi giovani dovete avere entrambe le competenze; anche l’aspetto artigianale è importante per mantenere alto il livello del made in Italy”. Così si è espressa la presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini, parlando agli studenti delle scuole presenti a MICAM al seminario sulla formazione, dal titolo “Heritage e Innovazione: formare i leader calzaturieri di domani”, dove è intervenuta Stefania Ricci, direttrice del Museo Salvatore Ferragamo di Firenze.

 

Dopo la proiezione del trailer del corto White Shoe dall’atmosfera burtoniana, dedicato al creatore bambino, dove la passione e la creatività del giovane Ferragamo ha qualcosa di magico, la relatrice ha raccontato l’affascinante storia del “calzolaio delle stelle”, che ha conquistato Hollywood (era emigrato negli Stati Uniti nel 1915).  A partire dalle prime scarpe realizzate a Santa Barbara per i film western fino a quelle per le dive americane. Il segreto del successo delle sue scarpe? Quello di aver inserito un sostegno nella calzatura, il cosiddetto cambrione, da lui brevettato e frutto dei suoi studi di anatomia all’Università di California. 

Ritornato nel 1927 a Firenze, culla del Rinascimento, Ferragamo trova in Italia terreno fertile per la produzione artigianale, fiore all’occhiello delle sue creazioni, insieme alla varietà dei modelli e delle costruzioni, come la famosa Tramezza. A lui si deve anche l’introduzione – in un periodo dominato dal nero, dal marrone o dal bianco per l’estate – dei colori, il rosso, il giallo, il verde e il bluette, anche combinati insieme nei motivi partchwork. Incessante sperimentatore di materiali e tecniche, ha depositato 350 brevetti conservati nell’archivio di Stato di Roma. 

Il Museo, costituito nel 1995, promuove la storia del fondatore e la reputazione dell’azienda e si basa su un archivio sterminato di 15.000 calzature, oltre a filmati e documenti, a cui si aggiungono ad ogni stagione le nuove collezioni, comprensive anche dell’abbigliamento. Il Museo intende diffondere la legacy di Ferragamo, sintesi del saper fare italiano e delle innovazioni che aveva introdotto nei modelli, nelle decorazioni, nelle costruzioni dei tacchi, nelle lavorazioni. “Tutti elementi che diventano fonti di ispirazione e punto di ripartenza per il futuro. Quindi non un passato da guardare in modo nostalgico”, ha specificato la direttrice. 

 

Stefania Ricci ha poi parlato della Fondazione Ferragamo, da lei presieduta, che ha lo scopo di educare e formare le nuove generazioni secondo i principi e i valori del fondatore, in linea con la cultura, il legame con il made in Italy e al tempo stesso perseguire nuove tecnologie e coltivare l’artigianalità. “Ragazzi, non immaginatevi oggi la figura stereotipata del calzolaio che lavora al deschetto. L’artigianalità è uno stato della mente, vuol dire pensare al proprio prodotto come a un pezzo speciale, curato nella qualità e nei dettagli. L’azienda coltiva l’artigianalità attraverso il lavoro di formazione ai nuovi assunti che partono dallo studio dell’heritage del brand, spesso tramandato dai figli dei calzolai che avevano lavorato con Ferragamo e che ora fanno da tutor”. Ci sono poi i progetti speciali come la partecipazione dell’azienda a “Adotta una scuola”, progetto voluto da Fondazione Altagamma in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, suggellato dalla collaborazione con un istituto tecnico del territorio, affinché i giovani possano fare un percorso formativo, che comprende il Museo, l’ archivio, la modelleria e la conoscenza dei materiali, e che culmina con uno stage interno dove mettere in pratica quello che hanno appreso. La Fondazione inoltra organizza workshop con i bambini a partire dai sei anni per avvicinarli alla calzatura. “Il lavoro artigianale non va solo raccontato a parole – conclude Stefania Ricci -; è un mondo di grande fascino dove i giovani possono trovare una incentivante forma di realizzazione anche economica”. 

La prossima volta conosci i programmi della scuola internazionale di calzature CERCAL

Questo e altri contenuti a tema EDUCATION attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)