101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

Il fiore, un simbolo senza tempo nella moda e negli accessori

Chiamarlo elemento decorativo è riduttivo. Dalle tele del Rinascimento alle passerelle della moda, fino alle collezioni di calzature, il fiore è simbolo di un linguaggio universale che muta significato a seconda dell’epoca: simbolo di purezza, manifesto di decadenza o esplosione di vitalità. Nell’arte la sua presenza è trasversale a tanti periodi storici. Dal giglio del Rinascimento alla rosa rossa del Simbolismo, dal significato di “vanitas”, ma allo stesso tempo di caducità, nelle nature morte del XVII secolo olandese, agli esperimenti di luce e colore con l’Impressionismo, fino all’arte contemporanea con l’enorme Puppy di fiori freschi di Jeff Koons all’esterno del Guggenheim di Bilbao, e i sorridenti fiori pop di Takashi Murakami che simboleggiano ottimismo. 

Nella moda il fiore passa dalla stampa sulle superfici dei tessuti alla tridimensionalità architettonica quando sboccia su abiti e accessori. Ci sono griffe che hanno fatto del fiore la propria identità di brand, come la camelia per Chanel o il mughetto per Christian Dior, che creò l’abito Muguet  e scelse proprio questo fiore come nota di testa del suo profumo Diorissimo del 1956. Famosa la  frase del couturier: “Dopo le donne, i fiori sono la cosa più bella che Dio ha dato al mondo”.

È recente il progetto Ferragamo Floating Silk Garden che sarà nelle vetrine della boutique donna in via Montenapoleone a Milano durante il Salone del Mobile. Sui foulard in seta fiori, foglie e petali sono disposti con cura per ricreare scarpe d’archivio e l’iconico simbolo Gancini. In queste composizioni, la natura diventa un linguaggio per esprimere l’heritage del marchio, trasformando i motivi botanici in stampe riconoscibili che richiamano lo spirito creativo di Ferragamo.

Nelle collezioni di calzature per l’ai 26/27 non mancano i motivi floreali. Lo confermano le passerelle dove sono sbocciati fiori tridimensionali sulle calzature, dalle ninfee (di cui abbiamo già parlato nell’articolo dedicato alle 10 scarpe delle sfilate di Parigi) alle roselline in pelle sui sandali di Dior, ai fiori con le perline di Chanel, a quelli crochet di J.Salinas. Ci sono poi le stampe, discrete come quelle sulle slingback di Dolce&Gabbana, o effetto arazzo che richiamano i tessuti d’arredamento antichi. 

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Chanel @launchmetrics.com
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I fiori diventano espressione di alta maestria artigianale nei modelli continuativi e seasonless di Rene Caovilla. Lavorati singolarmente da maestri artigiani e applicati a mano, queste decorazioni trasformano i sandali in un’opera d’arte botanica preziosa, dove femminilità e glamour si fondono in una sintesi perfetta. Nella linea Eva, ad esempio, l’iconico modello con serpente è impreziosito da decorazioni di cristalli che creano un pavé floreale. 

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È un raffinato intaglio sullo stivale in nappa, il pattern floreale scelto da Pollini nella collezione ai 26/27. Per il brand l’artigianalità italiana rimane imprescindibile e un punto fermo per i modelli della collezione che spaziano dagli stivali cavaliere al ginocchio alle rivisitazioni western attraverso ricami grafici e contrasti materici, ai tacchi gioiello, simili a piccole sculture che riproducono un effetto squame tridimensionale. 

Giovedì prossimo appuntamento con le calzature per la sposa.