


Il francobollo, un omaggio a MICAM e al settore
100 edizioni meritano un riconoscimento importante non solo alla fiera ma a tutto il settore. Il francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Eccellenze del sistema produttivo e made in Italy”, annullato il primo giorno di fiera, è un omaggio al ruolo di MICAM nel promuovere il made in Italy nel mondo, e nel contempo all’artigianato e alla storia dell’industria calzaturiera italiana. “Non un traguardo, ma un passaggio – ha specificato la presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini, – un apprezzamento a tutti coloro che hanno camminato con noi”. “Ogni anno arrivano centinaia di richieste per celebrare ricorrenze particolari; quest’anno la Commissione Tecnica del Ministero ha accolto la proposta di emissione del francobollo in occasione della centesima edizione in collaborazione con Poste Italiane e l’Istituto poligrafico dello Stato Stato – ha detto Valentina Coen, ispettorato territoriale Casa del Made in Italy – Un piccolo oggetto, ma denso di significato, che coniuga passato e futuro”.
Poste Italiane da 170 anni è a fianco dei cittadini e delle imprese e al servizio della crescita del Paese ed è innegabile il ruolo della filatelia nel collezionismo e nella comunicazione, elevando i francobolli a piccole opere d’arte in miniatura. La filatelia unisce tradizione e innovazione per celebrare l’eccellenza di un settore e diffonderlo nel mondo.
Anche Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel suo intervento da remoto durante l’inaugurazione di MICAM, ha sottolineato che il francobollo conferma il successo del settore calzaturiero che contribuisce all’export dell’Italia che a livello globale supera gli undici miliardi di euro e si pone come il terzo paese esportatore in valore grazie all’impegno delle aziende che investono in tecnologia e sostenibilità. Un settore, quello calzaturiero, forte della sua filiera che Urso come vice ministro dello sviluppo economico negli anni 2003-2005 si batté per tutelare dall’invasione asiatica, dopo la fine dell’accordo Multifibre. “Oggi la situazione è diversa – ha detto – ma siamo consapevoli delle nuove sfide da affrontare in un contesto globale in rapido cambiamento. Le relazioni commerciali con gli Usa mostrano segnali di stabilità nelle vendite in valore dei nostri prodotti, ma l’ effettivo impatto delle nuove tariffe richiede ancora tempo per essere valutato. Siamo ancora il terzo paese esportatore negli Usa dopo Cina e Vietnam che subiscono però dazi più elevati rispetto a noi, precisamente del 55% e del 20%. Ciò potrebbe aprire nuove prospettive per i nostri produttori”.
Urso ha ricordato che il Mimit nel 2025 ha stanziato 250 milioni di euro per il settore tessile-calzature di cui 100 milioni per i Contratti di sviluppo, altri 100 ai mini contratti di sviluppo, 15 milioni per accompagnare la transizione ecologica e digitale, e 30.5 milioni per promuovere la sostenibilità nel settore moda.
La prossima volta sotto i riflettori la linea Evolution Alfa Romeo



