

Il packaging? In futuro si potrà anche mangiare (e alcuni sono già idrosolubili)
Il packaging, da elemento meramente funzionale legato al contenimento e al trasporto di un prodotto, sta entrando sempre di più sotto la luce dei riflettori. Perché una vera sostenibilità, oggi, non può più prescindere anche dal tema degli imballaggi, che costituiscono una delle prossime “sfide” che il settore calzaturiero – ma non solo – dovrà affrontare in futuro.
Durante una conferenza a MICAM X, innovation hub di MICAM Milano, Tamara Cloé Leguía, senior client and trend success Manager EMEA di WGSN, ha elencato le possibili evoluzioni del settore da qui al 2029. Come macro tendenza che si osserverà sempre più nei prossimi anni, ci sarà il ricorso a un packaging circolare, pensato per essere riutilizzato o riciclato prima di diventare oggetto di compostaggio, invece che essere semplicemente eliminato e gettato via. Di seguito, ecco più nel dettaglio alcuni macro trend che vedremo da qui al 2029.
Il trend che andrà per la maggiore viene indicato come “Forever waste free”, ovvero mai più rifiuti. Nel 2029, infatti, il nuovo paradigma del packaging andrà sempre più verso la riciclabilità. “Utilizzeremo packaging bio e organici, come se fossero bucce di banana, e vedremo nuove alternative di imballaggi progettati per scomparire”. Non solo: avremo anche “packaging commestibile, che potremo consumare o bere, e misure non più sovradimensionate rispetto alle dimensioni dell’oggetto che contengono, come invece spesso avviene oggi”.
I vari brand “commercializzeranno i loro prodotti eliminando la parte plastica e spostandosi verso materiali bio e non tossici, che non avvelenino la flora e la fauna marina”. Tra gli esempi, è possibile produrre materiale protettivo compostabile partendo dalle alghe. Alcune aziende “stanno ripensando oggetti in plastica per imballare di uso comune, come il pluriball, in favore di alternative simili come utilizzo ma biodegradabili, ovvero strutture che proteggono ma non sono plastiche”. Tra le alternative, ora ce n’è una a base di carta, che può assumere forme diverse a seconda dell’oggetto che deve contenere.
Un altro cambiamento in atto, che abbiamo citato, è la tendenza verso un packaging edibile, proprio come il suo contenuto (in caso di prodotti alimentari). In questa tendenza di imballaggio che tende a scomparire si pone anche il packaging che si dissolve al contatto con l’acqua, ma senza inquinarla. Come si legge sul sito di Notpla (Not-Plastic), “la nostra collezione comprende imballaggi per alimenti, prodotti per la cura e molti altri articoli che usi ogni giorno. Mentre alcuni sono commestibili, altri compostabili e altri si dissolvono in acqua – tutti scompaiono nella natura senza lasciare tracce dannose”.
Il packaging che si dissolve, infatti, inizia a essere utilizzato sia per l’industria agroalimentare che per altri settori, e non rilascia microplastiche. Ci sono borse che si sciolgono letteralmente a contatto con l’acqua, come i prodotti idrosolubili di Zero Pac, realizzati in Hydropol, un materiale che agisce come la plastica ma si scioglie in acqua calda senza lasciare alcun impatto sull’ambiente.
Giovedì prossimo scoprirai in questa sezione, oltre agli imballaggi edibili e a quelli che “scompaiono”, altre tendenze per il packaging che vedremo nel prossimo futuro. Stay tuned!
