


Il Regolamento REACH
Il Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) è una normativa europea entrata in vigore nel 2007 che riguarda la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche utilizzate nell’industria. Il suo scopo principale è garantire un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, assicurando che le sostanze chimiche siano sicure nel loro utilizzo.
Ha un ruolo cruciale nel settore calzaturiero, dove le sostanze chimiche sono utilizzate in molteplici fasi della produzione, come il trattamento delle pelli, la tintura e il finissaggio dei materiali. La normativa europea assicura che tutte le sostanze chimiche impiegate nelle calzature siano sicure per la salute umana e per l’ambiente, imponendo il divieto o la restrizione di sostanze pericolose, come ad esempio il cromo VI nel cuoio.
Le aziende calzaturiere devono garantire la conformità del prodotto finale al REACH, controllando che le sostanze impiegate siano registrate e non superino le soglie consentite. È fondamentale rispettare anche le restrizioni previste dall’allegato XVII del regolamento, che limita o vieta l’uso di alcune sostanze tossiche o pericolose in prodotti a contatto con la pelle, come le calzature.
Inoltre, per il settore calzaturiero italiano, la normativa REACH si integra con obblighi specifici come l’etichettatura corretta dei materiali, sancita dalla direttiva 94/11/CE, a tutela del consumatore e della trasparenza del prodotto. La corretta applicazione del REACH rappresenta quindi non solo un obbligo legale, ma anche un’opportunità per valorizzare la sostenibilità e la qualità del made in Italy, spingendo verso l’innovazione e l’adozione di materiali più sicuri e rispettosi dell’ambiente.
Il controllo della conformità al Regolamento REACH nel settore calzaturiero avviene attraverso diverse attività da parte delle autorità e delle aziende coinvolte. Le principali modalità di controllo includono:
1 – Ispezioni visive: verificano la presenza e la correttezza delle etichette e delle certificazioni sui prodotti, assicurando che siano conformi alle normative, come l’indicazione delle sostanze utilizzate e rispettino le limitazioni di legge.
2 – Controllo documentale: le autorità controllano la documentazione fornita dall’azienda, come le schede di sicurezza, i certificati di conformità e le dichiarazioni di conformità sul rispetto delle restrizioni alle sostanze pericolose, assicurando che i prodotti rispettino i requisiti del REACH.
3 – Analisi di laboratorio: vengono effettuati test specifici per verificare la composizione chimica delle calzature, assicurando che le sostanze pericolose o vietate siano assenti o presenti sotto le soglie consentite.
Le autorità possono anche effettuare controlli a campione presso i punti vendita, i magazzini e le aziende produttrici, con sanzioni amministrative e penali in caso di violazioni. La conformità alle norme rappresenta un impegno continuo per le aziende calzaturiere, che devono aggiornarsi costantemente sulle restrizioni e sui requisiti previsti dal REACH per mantenere alta la qualità e la sicurezza del prodotto, oltre a tutelare il made in Italy nel rispetto delle normative europee.
Così facendo, il settore calzaturiero contribuisce a una filiera responsabile e sempre più in linea con le richieste di mercati e consumatori attenti alla salute e alla sostenibilità.
