

Km Zero
La produzione a Km Zero nel settore calzaturiero si basa sull’utilizzo di filiere e materie prime locali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto e sostenere l’economia territoriale. In Italia, questa pratica trova un terreno fertile all’interno dei distretti calzaturieri, storiche realtà produttive nate e cresciute in aree specifiche del territorio.
Sorti spesso in territori rurali o periferici, sono caratterizzati da una fitta rete di piccole e medie imprese specializzate che garantiscono elevata qualità e forte identità territoriale ai prodotti. In particolare aziende calzaturiere, concerie, fornitori e artigiani che operano in stretto contatto geografico, favorendo un sistema integrato e sostenibile.
La vicinanza tra le aziende permette di minimizzare le emissioni di CO2 legate alla logistica, migliorare il controllo qualità, promuovere la trasparenza della filiera e valorizzare le competenze locali radicate nella tradizione artigianale. L’approccio distrettuale rappresenta così un modello di economia locale che coniuga sostenibilità ambientale, culturale ed economica, favorendo la produzione di calzature di alta qualità con un’impronta ecologica contenuta e un forte senso di comunità.
Si registra un forte impegno per innovare e rendere più sostenibili i distretti, con iniziative volte a sviluppare filiere più trasparenti, sostenibili e a Km Zero, e a valorizzare le competenze artigiane insieme alle tecnologie verdi. La capacità di trasformazione e adattamento di questi sistemi produttivi è cruciale per garantirne la sopravvivenza e competitività in un mercato globale sempre più attento a sostenibilità e qualità.

