


La bio digital couture del brand Fiallo
Avevamo iniziato a conoscere Felipe Fiallo a MICAM, dove in passato aveva incuriosito i buyer con i suoi progetti futuristici nell’area dedicata agli Emerging Designers. In pochi anni ne ha fatta di strada ed ora ha esordito con il proprio brand Fiallo presentando, lo scorso settembre al Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana, la Bio Digital Couture Collection SS25, supportato da Istituto Marangoni dove si era diplomato nel 2019 al corso di Luxury Accessories Design&Management. Il suo approccio innovativo agli accessori eco-sostenibili gli ha permesso di ottenere prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’ITS Fondazione Ferragamo e l’ITS People’s Choice Awards e di imporsi sul mercato per il suo lavoro e il suo contributo alla moda rigenerativa.
Biologia, digital design e stampa 3D sono dunque i presupposti del progetto di ricerca di Felipe Fiallo, a cui si aggiunge la manifattura made in Italy. “La collezione si sviluppa su alcuni modelli di runner con tipologie diverse di suole – spiega il designer – ad esempio quella con il sistema brevettato “energy return” che ammortizza l’impatto, tomaia in poliestere riciclato e in 3D knitting e dettagli in alta frequenza”. La collezione include anche la calzatura realizzata con cristalli naturali coltivati in laboratorio, evoluzione di un progetto al quale il designer sta lavorando fin dal suo esordio nel mondo della calzatura e frutto delle sue conoscenze di tecnologia e biologia. La suola è sempre stampata in 3D con la tecnologia carbon e utilizza materiali riciclati al 70%, con l’obiettivo di trovare materiali nuovi e sempre più sostenibili. “Fra i modelli della prossima primavera/estate 2025 – continua Felipe nel racconto della collezione – ci sono anche le sneaker con suola in gomma, fussbett ergonomico estraibile perché il comfort è una priorità delle mie calzature ed è frutto di studi attenti sulla componentistica”. La visione eclettica di Felipe Fiallo riflette le influenze artistiche e culturali del suo paese d’origine, l’Equador, i suoi studi in industrial design -sfociati in vari progetti fra cui quello di un hotel che assomiglia a una nave e un drone-aereo – ma soprattutto la sua passione per le nuove tecnologie, in particolare per le evoluzioni della stampa 3D, e la sperimentazione nei materiali.
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