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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Makers-

Chi fabbrica il futuro, oggi

 

La Cina è sempre più vicina dopo 50 anni di collaborazione 

Si rafforza il legame fra Cina e Italia nel fashion system attraverso due iniziative nei giorni della scorsa fashion week di Milano: l’Italy-China Fashion Summit organizzato il 27 settembre e l’apertura di una showroom, durante la settimana della moda, per dare visibilità ai designer emergenti sul mercato europeo e creare occasioni di business e scambio fra aziende e retailer. 

Al Summit dal titolo “Forging a new era of fashion collaboration” si è parlato di temi chiave come  la supply chain digitalizzata, la sostenibilità e la formazione. Temi cruciali  per aiutare le PMI a entrare nel mercato cinese con piattaforme dedicate e agevolate, alla luce dei cambiamenti di acquisto dei consumatori cinesi con l’avvento delle nuove tecnologie. “Le aziende cinesi e quelle italiane hanno i propri specifici punti di forza, ecco perché dobbiamo parlarne insieme e collaborare”, ha detto durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento Sun Ruizhe, Presidente della China National Textile and Apparel Council che raggruppa 100.000 aziende, “la Cina importa il 20% dei prodotti moda dall’Italia, compresi i tessuti. Senza contare che molti brand italiani sono prodotti in Cina e che si è alzato il livello della fattura dei prodotti moda cinesi”. 

“Il mercato del lusso è stabile in Cina, ma è cresciuto il ceto medio, colto, informato e attento alla moda e all’ecologia. Bisogna quindi dare nuove opportunità alle piccole e medie imprese italiane per entrare nel mercato”, ha sottolineato Francesco Fiordelli, ideatore del progetto dell’Italy-Fahion Summit nato nel 2011 con la prima edizione a Pechino.

Durante il summit sono intervenuti anche gli imprenditori italiani Diego Della Valle (Tod’s), Luca Lisandroni (Cucinelli S.p.A.), Antonio De Matteis (Kiton e Pitti Uomo) e Giovanna Ceolini che ha parlato in qualità di presidente di Confindustria Accessori Moda sul tema “la collaborazione fra Cina e Italia sullo scenario di un mondo che cambia”. Ceolini ha sottolineato come la Cina rappresenti un’opportunità straordinaria per il sistema moda italiano, per rafforzare attraverso la sinergia le rispettive industrie, oltre che promuovere scambi culturali. Questo richiede però nuove modalità di cooperazione e innovazione e soprattutto una conoscenza approfondita dei consumatori cinesi.

“Il Made in Italy in Cina è apprezzatissimo, perché propone prodotti di qualità, che trasmettono valori, capaci di durare nel tempo e di adattarsi a diverse occasioni d’uso. – ha specificato – L’11% dei consumatori cinesi oggi chiede abbigliamento sportivo e accessori casual e l’Italia è forte nell’outerwear”. Ma in Cina ci sono anche grandi aziende come Haining per l’abbigliamento in pelle e Pinghu per i piumini, con i quali poter collaborare. 

Come possono le aziende italiane entrare e prosperare sul mercato cinese?  Giovanna Ceolini parla di comprendere innanzitutto le peculiarità culturali e i comportamenti d’acquisto dei consumatori che si possono capire investendo in ricerche di mercato, partecipando a fiere e mostre, lavorare fra associazioni, come vuole fare questo summit. È importante anche adattare il prodotto alle esigenze locali, senza rinunciare alla qualità e alla tradizione italiana, ma integrare elementi, come design e colori locali, per attrarre i clienti cinesi. Inoltre è importante per le aziende italiane creare una presenza digitale utilizzando piattaforme popolari come Tmall, JD.com e WeChat, e collaborare con influencer locali. E’ poi cruciale stabilire una rete di distribuzione efficiente, collaborando in loco con partner, e considerare la logistica per garantire consegne rapide. “Sappiamo che sono in apertura le Fahion Town che faranno da scenario facilitato alle aziende per affrontare il mercato cinese”, ha specificato la Presidente.

Definire le strategie di prezzo per posizionarsi in un segmento di mercato appropriato è poi un altro asset importante, considerando che il Governo cinese sta puntando sulla classe media, pronta a recepire un prodotto medio-alto, ma che sia anche tracciato, per cui il passaporto digitale è fondamentale. A questo si lega  la necessità per le aziende italiane di comunicare l’autenticità del prodotto e costruire uno storytelling efficace, utile anche per attirare a produrre in Italia le aziende cinesi. Ha concluso Ceolini: “Il mercato cinese della moda presenta sfide significative, ma anche opportunità immense per le aziende italiane. Attraverso una combinazione di ricerca di mercato, adattamento strategico dei prodotti, forte presenza digitale, le nostre aziende possono non solo entrare nel mercato cinese, ma anche prosperare e crescere”. 

Il summit è stato chiuso dalla sfilata per la primavera/estate 2026 di Chen Long, uno dei designer più noti e autorevoli in Cina, incluso fra i dieci migliori stilisti del 2025, oltre che vincitore del 29th China Fashion Designer Top Award 2025, il più prestigioso riconoscimento del settore. 

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