


La collaborazione tra mondo accademico e imprese e le tecnologie avanzate sono il futuro del mercato
Il futuro del mercato, tanto nel settore moda quanto negli altri comparti, si basa sulla collaborazione tra le università, i centri di ricerca e le imprese.
Ne è una dimostrazione il DTech Lab del Fashion Institute of Technology di New York, dove i progetti di studenti e laureati prendono vita per rispondere alle esigenze delle aziende. A parlarne durante Micam X, l’innovation hub di Micam Milano, è stato Michael Ferraro, Executive Director del DThech.
Una realtà formativa e consulenziale
“Il DTech Lab è un ambiente nel quale valorizziamo le prospettive e le nuove idee degli studenti creativi e li aiutiamo a farsi strada in questo settore. Il FIT offre 40 corsi di laurea che includono Creative technology and design, Fashion business management, Computer animation, Cosmetics and fragrance design (uno dei pochi nel mondo) e un programma completo in Toy design. Il DTech è la componente principale del suo centro di innovazione, ma non fa parte dell’Academy. È piuttosto un ponte tra essa e l’industria – spiega Michael Ferraro -. Siamo dei consulenti, e guidiamo gli studenti mentre affrontano le sfide che incontrano. Tutti i progetti che seguiamo sono supportati da imprese e quindi tutte le facoltà e gli studenti percepiscono uno stipendio per i loro progetti, come forma di rispetto della loro proprietà intellettuale e del loro contributo. Mentre operiamo, seguiamo gli standard professionali delle aziende per far capire agli studenti come funziona il mercato. È un’esperienza altamente formativa perché permette loro di entrare in contatto con i leader del settore e prendere parte a progetti di alto profilo”.
Tendenze emergenti
Il DTech Lab, nel corso del tempo, si è rivelato un partner strategico per i brand e i rivenditori che hanno deciso di investire nella trasformazione digitale. Grazie alle competenze acquisite dagli studenti e alle tecnologie avanzate messe a loro disposizione, sono state avviate diverse collaborazioni.
Per esempio quella con IBM, che ha portato allo sviluppo di concept innovativi e strategie di business, marketing e vendita al dettaglio ottimizzate grazie a un’ampia gamma di strumenti di AI.
L’ampia disponibilità di mezzi di DTech e la creatività dei gruppi di lavoro che seguono i progetti permettono di creare piani integrati, in grado di intervenire in tutti gli step della filiera. Ne è un esempio la collaborazione con il rapper Chris “Ludacris” Bridges per la realizzazione della serie animata per bambini Karma’s World”. Per l’occasione, il DTech ha ideato una collezione di abbigliamento e proiettato i capi in 3D, prima che venissero prodotti nella realtà.
Al centro dei progetti elaborati dal laboratorio, ci sono anche gli strumenti per la realtà aumentata. Proprio in occasione della campagna “Earth Things First”, organizzata dal FIT per promuovere l’attenzione alle tematiche della sostenibilità, DTech ha collaborato con la piattaforma Membit realizzando alcuni scenari di forte impatto, per impressionare coloro che vi si sarebbero trovati immersi. Un’esperienza sicuramente emozionante.
“Abbiamo avuto modo di sperimentare come la realtà aumentata sia in grado di creare coinvolgimento negli utenti”, spiega Ferraro. Un concetto, questo, che si rivela fondamentale per il futuro del retail: l’ingresso dell’AR negli store permette ai brand di offrire ai consumatori modalità di interazione con i prodotti completamente nuove, garantendo una shopping experience più immersiva e coinvolgente. Investire in questo senso sarà una scelta strategica vincente.
Giovedì prossimo approfondiremo il futuro del footwear secondo Michael Ferraro
Questo e altri contenuti a tema RETAIL attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)


