101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Racconti di oggi e ieri

 

La formazione al centro di MICAM con la firma del protocollo d’intesa fra scuola e settore moda

La formazione è un argomento che da sempre sta a cuore ad Assocalzaturifici e che nella recente edizione di MICAM 101 – oltre alla presenza in fiera dell’Academy – ha toccato l’apice nella cerimonia di inaugurazione con la firma del protocollo di intesa fra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda. Firmatari del protocollo il Ministro Giuseppe Valditara, Giovanna Ceolini, nella veste di presidente Confindustria Accessori Moda e Luca Sburlati, presidente Confindustria Moda. 

“Oggi firmiamo qualcosa di innovativo – ha confermato Valditara – quasi di rivoluzionario per certi aspetti; è l’applicazione concreta della riforma 4+2 dell’istruzione tecnico-professionale, che sta raccogliendo molte iscrizioni nelle scuole. Veniamo da un periodo in cui nell’ambito dell’istruzione tecnico-professionale vi era stato un percorso involutivo, essendo stata concepita come una istruzione soprattutto “culturale”, anziché formare straordinari tecnici con specifiche competenze.  Di conseguenza, le imprese si sono trovate senza tecnici qualificati per affrontare le sfide dei nuovi apprendimenti. Quindi è fondamentale collegare la scuola alle imprese, al mondo del lavoro, e questo è già un primo passo importante.  Un altro aspetto rilevante è recuperare la cultura del lavoro e della manualità come espressione dell’intelligenza, che diventa il presupposto della creatività del made in Italy. Il protocollo prevede un virtuoso confronto e trasferimento fra il knowhow operativo delle imprese e i saperi disciplinati all’interno dei curricula scolastici. Questo è l’essenza della formula 4+2. E per questo scopo dobbiamo anche formare i docenti”. 

Secondo Giovanna Ceolini sono stati fatti passi da gigante nell’uso delle tecnologie, “ma in certi lavori dobbiamo usare le mani, quindi mente e mani devono collaborare; – ha detto –  ci preoccupa meno l’innovazione rispetto a preservare la tradizione, che ci differenzia dagli altri.   Questa conoscenza va insegnata nelle scuole. Dagli ITS sono sempre usciti tecnici di altissimo livello, quelli che io chiamo ‘ingegneri senza laurea’, e che hanno fatto progetti sfociati in macchine sofisticate. La prototipazione è quella parte che si impara velocemente nelle scuole, come la conoscenza dei materiali e delle pelli, è tutta cultura per lo studente, ma usare le mani è altrettanto fondamentale”.

Luca Sburlati ha ricordato come  la moda italiana, ovvero abbigliamento, tessile e accessori, valga 90 miliardi di euro e sia la seconda industria per l’export del Paese con quasi 70 miliardi. “Questa industria oggi dà lavoro direttamente a mezzo milione di persone, mentre un altro mezzo milione lavora nel retail moda. – ha sottolineato – Per continuare a rendere strategico questo settore per la nostra economia, l’azione di oggi diventa fondamentale anche per risolvere il problema dell’età media nelle imprese. Il tessile-abbigliamento necessita quindi di un veloce cambio nella strategia education”. 

All’inaugurazione è intervenuto anche Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, che rappresenta una infrastruttura strategica al servizio del paese nella valorizzazione del made in Italy, ma anche uno strumento di politica industriale del Paese. “Nelle fiere si incontrano intere filiere produttive – ha detto –  che dialogano fra loro e quindi generano un valore importante per il nostro paese. Nel caso specifico di queste manifestazioni celebriamo lo stile, l’eleganza e la qualità del made in Italy, senza le quali non ci può essere leadership nel mondo”.

Roberta Osculati, vice-presidente Consiglio Comunale di Milano, ha sottolineato come queste fiere siano espressione dell’identità culturale della città e punto di incontro fra imprese, operatori, visioni e anche generazioni. Occasioni quindi per sollecitare i giovani nella competizione che, come ci insegna lo sport e le Olimpiadi, sia un valore su cui puntare in modo positivo per far emergere nuovi progetti, impegno e talenti. Dobbiamo sollecitare la collaborazione con scuole, ITS, università e andare oltre la firma dei protocolli, per pensare al dopo, cioè a come trattenere in Italia i giovani per non perdere le professionalità e gli investimenti fatti per la formazione”. 

Secondo Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Regione Lombardia, “futuro” è la parola chiave per il made in Italy, non solo un marchio, ma un sistema complesso che vive solo se riesce a trasmettere competenze, valori e identità alle nuove generazioni. “La manifattura, che ha un ruolo centrale in Lombardia – ricorda – è comunità di valore; non esiste prodotto eccellente senza capitale umano, né attrattività territoriale senza competenze. I buyer, quando vengono a Milano per le fiere, non lo fanno solo per vedere le collezioni, ma per incontrare un ecosistema e una cultura del lavoro che ha radici profonde. Ecco che la firma di questo protocollo assume un significato strategico, perché non è un atto formale, ma una scelta di metodo, cioè costruire una alleanza strutturale fra scuola e impresa. Il modello lombardo dimostra che quando pubblico e privato dialogano, l’occupazione cresce”. 

Barbara Cimmino, vice presidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria, ha sottolineato come, mettendo al centro le competenze delle nuove generazioni, questo accordo significhi guardare al futuro. “In Confindustria abbiamo due linee distinte, ma parallele di attività di formazione – ha ricordato –  Da un lato è stato firmato un accordo lo scorso dicembre per la formazione dei diplomatici, 80 funzionari delle ambasciate nel mondo, per lavorare sull’attrazione degli investimenti, dall’altro c’è l’accordo di oggi perché è chiaro come la formazione  sia una leva strategica della competitività e questo accordo sarà la porta di accesso verso altri che si possono stringere a livello internazionale per conoscere altre realtà, come è avvenuto con una missione in Egitto con il Ministro Valditara. Abbiamo lavorato anche molto con i paesi del Mercosur per un accordo che speriamo vada in vigore in regime provvisorio nei prossimi mesi. Quindi tutte iniziative collegate al mondo della formazione anche in paesi dalle economie emergenti”. 

Maurizio Forte di ICE ha ricordato l’attività dell’Agenzia legata alle fiere: 12.000 buyer invitati ogni anno ai principali appuntamenti, 160 i buyer selezionati per questa edizione di Micam e Mipel. “Una attività importante di ICE – ha specificato –  riguarda proprio la formazione in Italia dove formiamo giovani manager che andranno a lavorare nelle imprese attraverso un master in internazionalizzazione (CORCE), poi facciamo formazione per imprenditori italiani  su temi legati al marketing, alle dogane, al rapporto con la grande distribuzione, ecc. Dall’altro lato, lavoriamo sulle professionalità estere con corsi di formazione per manager di paesi esteri, per formare tecnici, addetti alle vendite, e altre competenze”. 

Il prossimo giovedì appuntamento con le sfilate di MICAM