


La modernità di Cristóbal Balenciaga: a partire dalle calzature
È la prima esposizione monografica dedicata a Cristóbal Balenciaga, che celebra i 130 anni dalla nascita del couturier spagnolo, ospitata da Palazzo Morando dal 21 febbraio al 2 marzo, in concomitanza con Micam e la fashion week. La mostra Balenciaga. Shoes from Spain tribute è promossa dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole (FICE) e, in particolare, dalla sua presidentessa Rosana Perán, che è anche presidentessa della Confederazione Europea delle Calzature (CEC) e vicepresidentessa del gruppo Pikolinos. Il progetto vuole essere un dialogo fra il DNA del grande designer, famoso per la sua maestria nel taglio e nella modellistica e per la sua influenza nelle calzature e negli accessori, e la creatività dei calzaturieri spagnoli. Dopotutto, Balenciaga ha sempre mescolato l’arte della tradizione spagnola con l’innovazione contemporanea, e le sue scarpe sono state un punto di riferimento fondamentale nel design delle calzature.
Tradizione e innovazione, tecniche sartoriali e avanguardia appartengono dunque alla cifra stilistica del couturier e la mostra vuole evidenziare il forte legame con le sue origini spagnole, sottolineando l’importanza della tradizione anche nell’ideazione degli accessori.
Cristóbal Balenciaga è noto per il suo approccio rivoluzionario alla silhouette femminile. Celebre il suo pensiero “un couturier deve essere un architetto per la forma, un pittore per il colore, un musicista per l’armonia e un filosofo per la misura”, parole che continuano ad ispirare chi lavora nella moda, confermando la grande attualità della visione e delle creazioni di uno dei maggiori protagonisti nel XX secolo.
In mostra a Palazzo Morando venticinque modelli di Cristóbal Balenciaga, in esposizione inedita, provenienti da collezioni museali e private. A questi sono abbinate una serie di calzature, realizzate apposta per questo evento da altrettanti marchi spagnoli: Alhamas, Alohas, Casteller, Chie Mihara, Creaciones S. W., De Flores Y Floreros, Flabelus, Gaimo, Hispanitas, Kanna, Lottusse, Magnanni, Magrit, Martinelli, Mascaró, Pedro Garcia, Pedro Miralles, Pertini, Pikolinos, Pitillos, Pons Quintana, Pretty Ballerinas, Ras, Ria Menorca e Zinda. Alcuni di questi hanno collaborato, per la realizzazione di tomaie e tacchi, con una serie di storici atelier, valorizzando la tradizionale expertise artigianale spagnola.
La mostra, suddivisa in otto aree tra il piano terreno e il salottino dorato al piano superiore, vede narrare gli abiti come opere d’arte trattandoli come sculture senza tempo. L’allestimento, che si sviluppa in stanze o scatole monocromatiche, prende ispirazione dai codici di Cristóbal Balenciaga: il bianco-burro del suo atelier parigino e il nero profondo per esaltare l’architettura delle sue opere che culminano con l’abito da sera in seta rosa pallido impreziosito da paillettes e perline dorate, abbinato ad un cappotto in raso di seta ton sur ton, custodito nel salottino normalmente non accessibile al pubblico.

