

La rivoluzione del Computational Design
Ultimo appuntamento con il seminario ‘Costruire il futuro della calzatura’, tenutosi a Micam il 24 febbraio 2026, dove si è parlato anche di innovazione digitale.
Il percorso di chi, partendo dal settore automobilistico e passando per ilPolitecnico di Milano eil prestigioso MIT di Boston, ha rivoluzionato il mondo della calzatura tecnica: è questa la storia di Jesus Marini Parissi, CEO di Moon Rabbit Lab, ingegnere meccatronico con la passione per il disegno di prodotto, che ha saputo creare un ponte tra le competenze maturate nel settore automotive e un oggetto apparentemente distante, ma tecnicamente complesso come la calzatura. È così che è nata la Fast-R3 di Puma, attualmente considerata tra le scarpe più veloci al mondo. Un progetto ambizioso, che non ha avuto bisogno di grandi istituzioni multinazionali per vedere la luce, ma piuttosto di un metodo solido e complesso come il Computational Design.

Cos’è il Computational Design?
Per spiegare una disciplina complessa come il computational design, l’analogia più efficace che Jesus Marini Parissi utilizza è quella culinaria. Immaginiamo la ricetta del risotto della nonna: ingredienti precisi, tempi definiti, un procedimento tramandato da generazioni. Il computational design agisce come un supervisore digitale che permette di esplorare infinite varianti di quella ricetta in pochi istanti.
Mentre il metodo tradizionale segue una strada nota, il design computazionale interroga il computer per testare migliaia di combinazioni. Quale tipo di riso rende meglio? Quale brodo esalta i sapori? Quale pentola ottimizza la cottura? Nel mondo delle calzature, questo si traduce nella capacità di creare strutture digitali capaci di simulare e prevedere la performance di una scarpa prima ancora che venga realizzato il primo prototipo fisico.

Conoscere le basi per disegnare il futuro
Nonostante l’enorme potenza degli strumenti digitali, il messaggio centrale che Jesus Marini Parissi vuole trasmettere rimane uno: è fondamentale conoscere le basi. Non si può innovare se non si comprende a fondo come è costruita una scarpa tradizionale, quali sono i metodi di costruzione classici e come reagiscono i materiali nel mondo reale.
In un’epoca dominata dalla “FOMO” (Fear Of Missing Out) e dalla ricerca di risultati immediati, la sfida per i designer del futuro è duplice. Da un lato, padroneggiare software avanzati; dall’altro, essere in grado di comunicare con chi le scarpe le sa fare ‘con le mani’. L’innovazione non è una sostituzione della tradizione, ma una sua evoluzione consapevole. Il successo della Fast-R3 dimostra che è possibile raggiungere livelli di performance molto alti partendo da una solida consapevolezza fisica, potenziata dalle possibilità del digitale.
La prossima settimana appuntamento con il primo ospite del seminario ‘Future of retail: the store of the future’: Alan Power – CEO e fondatore di SizeWise – e la tecnologia di scansione del piede basata sull’AI.

