La sfida per la competitività? Si gioca su tre fattori: outlet e punti vendita off-price, esperienze e socializzazione

Nel mondo del retail, la concorrenza è ogni giorno più forte. Nuovi punti vendita aprono come funghi, nuovi brand si affacciano sul mercato e pubblicità sempre più agguerrite si sfidano per accaparrarsi fino all’ultimo cliente. In questa “giungla”, restare a galla non è semplice ed è bene affidarsi a voci esperte per avere un consiglio su quale linea seguire.

Ecco perché abbiamo chiesto a Kim Mannino, director of trend services in WGSN, (Worth Global Style Network), una delle più importanti agenzie di trend forecasting che fornisce report sulle tendenze più attuali a migliaia di case di moda, quali siano, a suo avviso, le migliori strategie per restare competitivi. Secondo la Mannino, ci sono tre regole principali da seguire per far performare al meglio i punti vendita. Eccole di seguito.

  • Differenziarsi e puntare su centri off-price. Il 2024 è stato soprannominato ‘l’anno del taglio dei costi’ (cit CNBC), in cui molti rivenditori hanno dovuto adottare un occhio critico sulle azioni intraprese fino a questo momento, dovendo prendere in considerazione anche profondi tagli dei costi del lavoro e chiusure di negozi (Macy’s). Ecco perché, per distinguersi dalla massa, sarebbe bene mettere in luce invece i valori aziendali, migliorando l’esperienza in negozio anche grazie a momenti piacevoli che aiutino a combattere lo stress e sollevare lo spirito dei consumatori. Outlet e centri off-price costituiscono vere e proprie opportunità di espansione per un brand, in quanto questi spazi si evolvono facilmente in hub di shopping a sé stante. Un grande esempio viene dal rivenditore statunitense Nordstrom, che sta spostando i suoi investimenti verso la crescita del suo off-price Nordstrom Rack (il “marchio gemello” della catena di grandi magazzini di lusso Nordstrom, ben 22 aperture nel corso del 2024) in quanto continua ad essere il suo motore di crescita principale per il brand e la più grande fonte di nuove acquisizioni di clienti.
  • Estendere le opportunità “non solo retail”. McKinsey prevede che, in questo modo, si potrebbe ottenere fino al 40% (secondo le valutazioni di McKinsey & Company) dei profitti di un potenziale rivenditore entro il 2027. I negozi dovranno evolvere oltre i loro tradizionali formati di vendita al dettaglio grazie a esperienze diverse e altre forme di ospitalità dei loro clienti. Ad esempio, possiamo anche aspettarci un aumento dei formati di vendita al dettaglio itinerante: la nuova crociera termale di Dior a bordo di una barca lungo la Senna è un ottimo esempio, come il negozio ESSX, a New York, che dispone di una sala VIP con un bar champagneria e una galleria d’arte. 
  • Servire come un facilitatore sociale. Forgiare un senso di comunità è diventato sempre più importante per la Gen Z, desiderosa di opportunità di socializzazione che si leghino ai loro hobby e interessi. I negozi devono servire, quindi, come facilitatori sociali, per favorire le connessioni e combattere la solitudine, purtroppo una caratteristica delle giovani generazioni. Utilizzare lo spazio retail per promuovere l’impatto sociale, coltivare un senso di comunità e unire valori morali con lo shopping saranno strategie di successo per i negozi futuri. Ci sarà anche un aumento dei negozi legati ai propri hobby: come il nuovo negozio di Nikon a Guangzhou, che comprende una galleria, una zona di esposizione del prodotto e un’area eventi, creando un ambiente invitante per i fotografi amatoriali e professionisti per raccogliere e testare prodotti.

L’intelligenza artificiale che peso avrà nei punti vendita del futuro? Ne parliamo giovedì prossimo con Kim Mannino di WGSN