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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

La storia di “Nomadic State of Mind”, dove una corda “lega” insieme eleganza e sostenibilità

Oggi, quello della moda sostenibile è un vero e proprio movimento e parlare di capi d’abbigliamento e calzature che, oltre a essere eleganti e di qualità, siano prodotti nel rispetto dell’ecosistema è all’ordine del giorno. Ma 25 anni fa non era affatto così.
Nel 1999 l’americano Chris Anderson era un precursore di tale tendenza e, con la fondazione di “Nomadic State of Mind”, ha voluto apportare una piccola rivoluzione al mercato delle calzature. Gli è bastata una corda in polipropilene ricavata da plastica riciclata per creare i primi sandali vegani per uomo, donna e bambino, oggi accessori indispensabile negli armadi di fashionisti, blogger e personaggi famosi che desiderano avere ai piedi una calzatura elegante e che sia simbolo di una filosofia rispettosa dell’ambiente.

Il brand ha sede amministrativa nel Nord Carolina e il polo produttivo in Nicaragua, Paese in cui vive il founder dal 2000. È qui che ha iniziato la sua avventura imprenditoriale con altre sei persone – ancora oggi parte del team -, riuscendo a far crescere il business e il gruppo di lavoro, che oggi conta 54 dipendenti, anche nei momenti più critici.
La scelta del Nicaragua come Paese di produzione rientra nel DNA che Anderson ha voluto dare a “Nomadic State of Mind”: per lui, essere sostenibili non si riflette solo sulla scelta di determinate materie prime e processi produttivi, ma anche sulla volontà di avere un impatto positivo sulle comunità meno privilegiate e aiutarle nello sviluppo economico.

Responsabilità sociale e ambientale vanno di pari passo per Chris Anderson, che per la creazione delle sue calzature predilige l’impiego di materiali di riciclo – primo tra tutti la corda in polipropilene derivata dalla plastica, più resistente e confortevole per i piedi rispetto a una corda tradizionale, poi il sughero e la gomma -, evitando prodotti chimici e di origine animale.
Le calzature vengono fatte a mano – lavorazione che permette di monitorare attentamente il livello qualitativo dei modelli – e le risultanze della produzione non vengono sprecate, bensì usate per la realizzazione di borse, tappeti e borracce.
“Nomadic State of Mind” è l’esempio di come anche una piccola realtà possa fare la differenza, riuscendo a imporsi in un mercato competitivo come quello della moda senza venir meno ai suoi valori, sostenendo una produzione eco-responsabile e un commercio equo e solidale. Tutto questo ispirando anche altri famosi brand che hanno fatto del sandalo in corda un must per il guardaroba estivo.

Qui di seguito l’intervista a Chris Anderson:

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