101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

L’alta moda fa sognare (anche) con le calzature

Cos’è l’alta moda se non il “laboratorio” di ricerca e sperimentazione dell’intero sistema fashion, libero di sottrarsi alle logiche e alle regole commerciali del pret-à-porter? La Couture è il luogo dove lo stilista può permettersi il lusso dell’errore, dell’eccesso e dell’invenzione pura.

Lo abbiamo visto anche alle recenti sfilate di Haute Couture a Parigi per la primavera/estate 2026, dove erano più numerosi gli abiti scenografici e opulenti rispetto a quelli portabili e quotidiani accompagnati, in alcuni casi, da calzature ricche di spunti creativi. Da un lato, la sperimentazione tecnica e materica con i volumi scultorei e i materiali che imitano forme animali o anatomiche – le “creature rettiliane-aracnidi” di Schiaparelli – che trasformano gli abiti in opere d’arte tridimensionali, dall’altro una visione onirica fatta di trasparenze e ricami con calzature dal tacco scultura come da Chanel, dove l’esordiente direttore creativo Matthieu Blazy ha ambientato la sfilata fra maxi funghi.

Ma l’alta moda è anche l’antidoto al fast fashion, una riposta culturale alla velocità della moda mordi e fuggi. Infatti, per certi abiti ci vogliono centinaia di ore di lavoro per confezionarli e mani abiti di sarte e artigiane. Ne è un esempio l’abito di Schiaparelli che ha richiesto 4000 ore per ricamarlo. Oppure, alcuni vestiti di Valentino, nella scenografica sfilata Specula Mundi di Alessandro Michele, hanno richiesto fino a 650 metri di orlo rifinito rigorosamente a mano, senza parlare degli intrecci complessi di un altro esordiente, Jonathan Anderson da Dior, che possono richiedere fino a 450 ore di lavoro.

Inevitabile che anche le calzature non siano semplici accessori, ma vere e proprie estensioni del corpo, una sorta di piedistallo su cui appoggiare l’abito. Ecco, dunque, il tacco-fungo delle slingback di Chanel, la punta a becco d’uccello della décolleté in satin di Schiaparelli, i sandali-bouquet di Dior sommersi da fiori tridimensionali oppure decorati da piume. Non mancano, ovviamente, sandali lineari con fiocchetto in pelle dorata e cinturino alla caviglia da Zuhair Murad, le mary jane con tre cinturini di Germanier, oppure la décolleté con i lacci di Charlie Le Mindu. In ogni caso, gli accessori dimostrano come possano essere terreno fertile di sperimentazione e di creatività.

La décolleté in satin con la testa-scultura di uccello di Schiaparelli @Launchmetrics.com Spotlight
La slingback con tacco a fungo di Chanel @Launchmetrics.com Spotlight
La pump con le piume di Dior @Launchmetrics.com Spotlight
Il sandalo con piumetti di Valentino @Launchmetrics.com Spotlight
La décolleté di Charlie Le Mindu