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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Makers-

Chi fabbrica il futuro, oggi

 

L’artigianato attrae la Gen Z?

C’è una Giornata Mondiale dell’Artigianato che si celebra il 10 giugno e una Giornata Internazionale dell’Artigiano che porta la data del 19 marzo. Ci sono fiere come MIDA (Mostra Internazionale dell’Artigianato) a Firenze che, dal 25 aprile al 3 maggio, arriva alla sua 90esima edizione.  Tante celebrazioni, ma un unico scopo, quello di mantenere viva la tradizione di prodotti fatti a mano e unici, in contrapposizione alla serialità industriale. Un concetto portato sotto i riflettori anche dal convegno Artigianalità in Italia 2026 organizzato da Il Sole 24 Ore il 15 aprile (Giornata del Made in Italy) a Firenze, dove l’artigianato è stato analizzato in chiave contemporanea e quindi non disgiunto dalle nuove tecnologie e dall’accelerazione della digitalizzazione, che ridisegnano il ruolo dei giovani artigiani. 

In Italia l’artigianato rappresenta uno dei pilastri dell’identità economica e culturale del Paese. Con radici che affondano in secoli di tradizione manifatturiera, il “saper fare” italiano ha saputo conquistare i mercati internazionali grazie a una qualità irriproducibile, alla cura del dettaglio e a competenze radicate nel territorio. Oggi, in un contesto globale in rapida trasformazione, questo patrimonio si trova ad affrontare sfide inedite — dalla digitalizzazione all’accesso ai mercati esteri, dal costo delle materie prime al ricambio generazionale — senza però rinunciare a ciò che lo rende unico. Il milione e 240mila imprese artigiane italiane, con 2 milioni e 600mila addetti, rappresentano un motore strategico la cui competitività presente e futura dipende dalla capacità di coniugare innovazione e tradizione.

Durante l’incontro si è parlato dell’artigianato italiano fra presente e futuro, toccando argomenti come l’aggiornamento normativo: “dopo 40 anni dall’uscita della prima legge nel 1985 – ha ricordato Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese – le necessità sono cambiate e si impone una nuova legge, che tenga conto delle reti di imprese che nelle sinergie possono trovare nuove opportunità, pur mantenendo intatto l’individualismo di ciascuna realtà”.  Le nuove imprese artigiane non possono prescindere dalla digitalizzazione, ha ricordato Paolo Silenzi, vicepresidente CNA, necessaria per promuoversi, ma anche per avvicinare i giovani. Il futuro dipende proprio dall’investire sulle persone, ha sottolineato Ana Cristina Mendes, Presidente di ECA – European Crafts Alliance, e sensibilizzarle sul fatto che artigianato e tecnologia non sono antitetici, ma la tecnologia può supportare la precisione manuale. 

Come può il digitale affiancare — senza snaturarle — le competenze del saper fare? A questo interrogativo ha risposto Stefano Micelli, professore di International Management Università Ca’ Foscari di Venezia, e presidente di Upskill 4.0. “Fino a pochi anni fa non si parlava di commistione fra mestieri d’arte e tecnologia – ha ricordato –  invece oggi c’è una contaminazione benefica, soprattutto se gli artigiani rivendicano il ruolo di imprenditori. Fra i giovani si avverte una domanda di manualità, ma sono attenti anche al risvolto economico, cioè pagarsi uno stipendio. Noi insegnamo i mestieri, ma se non abbiniamo la parte manageriale, li illudiamo e basta”. 

I giovani riscoprono l’artigianato e lo dimostra “L’Osservatorio Gen Z & Professioni Artigiane: percezioni e futuro del saper fare”, uno studio condotto da UniversityBox, la più grande community digitale di studenti con oltre un milione di iscritti negli atenei italiani. Risulta che la Gen Z è pragmatica e vuole sapere cosa aspettarsi da un percorso professionale nell’artigianato. Il 40% ne è attratto, ma il 72% teme stipendi bassi e il 78% non cerca attivamente lavoro nel settore. Però il 40,7% dei giovani vuole che artigianato e digitale convergano, anche se è consapevole che la manualità non potrà essere sostituita dal digitale.  Il settore soffre di un forte deficit informativo e di accesso, nonostante la domanda di figure professionali sia alta.

Il ruolo della formazione artigianale è quindi fondamentale ed è stato affrontato da Alessandro Colombo, co-founder di Schola, un ecosistema educativo dedicato all’artigianalità contemporanea nei settori della moda, calzature, design e food. “Intendiamo creare una generazione di artigiani moderni, rivoluzionari, visionari, attraverso lo strumento di cui sono dotati, le mani. – ha detto – I giovani quando attivano la mano e la connettono al cervello accendono qualcosa di ancestrale”.