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Il valore delle parole

 

Lavorazione a Sacchetto

Utilizzata principalmente (ma non solo) per il mocassino, è quella che consente alla calzatura la massima flessibilità e comodità, oltre che leggerezza, evitando tutte le componenti rigide utilizzate invece negli altri tipi di lavorazione.
Occorrono circa 200 passaggi prima di avere la calzatura completa. Il risultato è che ad esempio il mocassino può essere piegato in due col minimo sforzo anche soltanto schiacciandolo tra pollice e indice.
Due tra le eccellenze italiane ad utilizzare la lavorazione a sacchetto sono Parabiago Collezioni, che produce il marchio Thierry Rabotin, e Calzaturificio Gritti, che produce Pas de Rouge.


Nel video: il “making of” di Pas de Rouge

Qualche tecnicismo…

La lavorazione “a sacchetto” consiste nella realizzazione di una fodera che prima di essere lavorata viene cucita attorno alla forma come fosse un guanto o, appunto, un sacchetto. Lo stiraggio avviene generalmente con una forma riscaldata e la scarpa viene battuta a mano fino ad ottenere la forma. Un materiale imbottito traspirante è inserito tra la suola e la fodera per favorire l’assorbimento degli urti, e successivamente fodera e plantare vengono cuciti alla tomaia.

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Nelle foto: il “making of” di Thierry Rabotin
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La Lavorazione Bologna, il cui nome deriverebbe dalla zona di ideazione, nasce negli anni 50 dallo studio di tecniche artigianali che garantiscono morbidezza comodità e comfort, senza togliere stile alla scarpa. In realtà è ancora una Lavorazione a sacchetto in cui il soletto viene eliminato in modo da ottenere la massima morbidezza e flessibilità al piede. E’ importante masticiare solo il giro forma per bloccare il tomaio ed il tallone, spianare ed applicare la suola, anche questa deve seguire l’accorgimento di avere meno mastice possibile nel centro della pianta – il risultato è una scarpa che respira ed è flessibile, quindi confortevole.

La prossima volta tutte le curiosità sulla Lavorazione San Crispino