Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Le recenti normative europee sulla sostenibilità

«Quando si parla di sostenibilità, è molto importante creare uno sforzo congiunto e collettivo all’interno delle aziende, non appaltare il tema al solo reparto competente». Ne è convinta Rita Tardiolo, avvocato di Bird&Bird, che ha tenuto una conferenza su questo tema a Micam X, l’innovation hub di MICAM Milano. Il focus, continua l’avvocata, va inoltre spostato: «Prima si trattava di mettere in atto azioni e pratiche cosiddette “nice to have”, mentre ora siamo finalmente a un livello di “must have”. Solo con questo tipo di approccio una vera transizione sarà possibile». 

A spingere le aziende verso pratiche sostenibili ci pensa anche l’Unione Europea, che di recente ha emanato alcune regolamentazioni che costituiscono vere e proprie opportunità per riorganizzare i propri modelli di business in ottiche sostenibili. Il tutto avendo come stella Polare il Green Deal Europeo, ovvero la strategia definita dall’Unione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

 

Vediamo, di seguito, i principali provvedimenti.

  • CSRD, Corporate Sustainability Reporting Directive;
  • CSDDD, Corporate Sustainability Due Diligence Directive;
  • ESRS, European Sustainability Reporting Standards;
  • ESPR, Ecodesign Sustainable Products Regolation;
  • PEF, Product Environmental Footprint

CSRD
Le nuove norme garantiranno che gli investitori abbiano accesso alle informazioni di cui necessitano per valutare l’impatto delle imprese sulle persone e sull’ambiente, oltre ai rischi finanziari e alle opportunità derivanti dai cambiamenti climatici e da altre questioni di sostenibilità. Queste norme di rendicontazione si applicano alle grandi aziende di interesse pubblico con più di 500 dipendenti: ciò copre circa 11.700 grandi aziende e gruppi in tutta l’UE.

CSDDD
Questa direttiva, chiamata anche Due Diligence sociale e ambientale, obbliga le aziende alla risoluzione degli impatti negativi generati dalla propria catena del valore e mira ad accrescere la protezione dell’ambiente e dei diritti umani nell’UE. A livello mondiale, definisce le norme in materia di obblighi delle grandi società relativamente ai gravi impatti negativi sull’ambiente e sui diritti umani per la loro catena di attività. Comprende i partner commerciali a monte dell’impresa e, in parte, anche le attività a valle, come distribuzione e riciclaggio. 

ESRS
L’anno prossimo (2024) entreranno in vigore gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che hanno il compito di definire gli standard di rendicontazione condivisi e comparabili per tutti gli Stati membri. Questi ESRS stabiliscono linee guida sui temi e gli indicatori che le aziende devono includere nei rapporti di sostenibilità. Ad esempio, gestione dell’acqua e delle risorse, cambiamento climatico, diritti umani, etc. 

ESPR

Si tratta di un insieme di norme pensate per migliorare la circolarità del prodotto che si applicheranno a tutte le merci immesse sul mercato dell’UE, siano esse prodotte all’interno o all’esterno dell’UE. Questa normativa introduce nuovi standard di informazione e trasparenza attraverso il passaporto digitale dei prodotti (DPP), che fornirà informazioni facilmente accessibili sulla sostenibilità ambientale delle merci, come la durabilità e la riparabilità, il contenuto riciclato o la disponibilità di pezzi di ricambio. 

PEF

L’impronta ambientale dei prodotti è una misura che, sulla base di vari criteri, indica le prestazioni ambientali di un prodotto o servizio nel corso del proprio ciclo di vita. Le informazioni sono fornite con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti e dei servizi, tenendo conto delle attività della catena di approvvigionamento: dall’estrazione di materie prime alla produzione, all’uso e fine vita del prodotto. 

Il prossimo appuntamento sarà dedicato ai materiali sostenibili per la calzatura sportiva